Intervista con Claudia Megrè: dietro le note di “Parlami in napoletano”

  1. Benvenuta, Claudia! Il tuo nuovo singolo “Parlami in Napoletano” è già uscito e sta ricevendo attenzione. Puoi condividere con noi cosa ha ispirato la creazione di questa canzone e come reagisce il pubblico finora?
    “Parlami in napoletano” prende forma qualche tempo fa. Ricordo che quel giorno ero a casa ed ero particolarmente ispirata, ma non so dirti esattamente da cosa; ricordo che però scrissi il ritornello di getto, come se fosse già pronto lì ad aspettarmi. A quel punto, qualsiasi tentativo di ricamare su delle strofe mi sembrava forzato. Pensai dunque di tenerla in un cassetto; dopo un’ispirazione così genuina e spontanea, avvertivo che non era giunto ancora il momento di completarla. Fondamentale è stato infatti l’incontro con il cantautore producer Antonio De Carmine Principe. Qualche mese fa, ho rincontrato Antonio; erano anni che non lo incontravo. Nel momento in cui abbiamo deciso di collaborare, abbiamo deciso di riprendere proprio quel brano. È stato fantastico lavorare con lui: abbiamo scritto le strofe a quattro mani e l’abbiamo ultimata in un solo pomeriggio. Questa collaborazione ha dato il via a un inaspettato viaggio musicale e la cosa che più rende grata è vedere che piano piano, in punta di piedi ma con grande tenacia, questo brano sta entrando nei cuori e negli ascolti di più persone, giorno dopo giorno.
  2. Napoli sembra essere un grande ispiratore per il tuo lavoro. Come la cultura e l’atmosfera della città influenzano la tua musica, e come pensi che i napoletani reagiranno a questa canzone?
    Napoli è una città piena di contrasti ma incredibilmente artistica. Devo tanto alla mia città: culla di musica, arte e cultura è stata da sempre per me fonte di ispirazione e formazione artistica. Ho sempre ascoltato tanta musica connessa alla mia terra, dai classici della tradizione ai miei cantautori di riferimento, tra cui Pino Daniele, Edoardo Bennato, lo stesso Lucio Dalla, così legato a Napoli. Posso solo augurarmi che i napoletani possano accogliere questo brano scritto da me e Antonio De Carmine Principe con grande cura, sensibilità, amore per la musica, fieri delle nostre radici.
  3. “Parlami in Napoletano” sembra affrontare temi profondi ed emotivi. Puoi darci un’idea di cosa si tratta e cosa hai voluto comunicare attraverso questa canzone?
    Sicuramente è un brano fortemente emotivo. È un flusso di sensazioni che si susseguono; non a caso è nato tutto di getto. Così come l’amore, come i sentimenti. Senza troppi giri di parole, dal ventre passando per il cuore per poi diventare parole da adagiare sulle note, volevamo creare un brano intenso e passionale che comunicasse emozioni.
  4. La lingua napoletana ha una sua bellezza e una ricchezza uniche. Come hai sfruttato il bilinguismo nella tua canzone, passando dall’italiano al napoletano?
    Da quando sono piccola canto i classici napoletani. Sono letteralmente innamorata della lingua partenopea, così musicale e comunicativa: credo fortemente nella passionalità e nell’efficacia espressiva del dialetto napoletano. Ad oggi, anche grazie alla collaborazione con Antonio De Carmine Principe, è maturata in me la voglia e la necessità di cantare questo brano sia in lingua italiana che in lingua napoletana, facendo sì che alcuni concetti del brano esprimessero una forte intensità, proprio perché detti in napoletano.
  5. Questa canzone sembra essere un ritorno alle tue radici napoletane. Puoi condividere come hai riportato la tua eredità culturale nella tua musica in un modo non banale?
    Come ti dicevo in precedenza, le mie radici napoletane hanno tanto influenzato il mio percorso musicale e non solo. Tra le mie frasi nonché motti di riferimento, da sempre c’è la celebre frase “ha da passà ‘a nuttata” di Eduardo De Filippo. Questa frase credo racchiuda al tempo stesso forza e speranza, è una vera e propria eredità culturale a cui affidarsi, capace di dare forza e pazienza nell’aspettare fiduciosi una nuova alba anche dopo la notte più fonda. In questa canzone spero che un po’ di questa filosofia di pensiero si avverta, come se anche dopo la fine o l’interruzione di una storia importante o di un sentimento, ci sia sempre la forza e la speranza, per quanto sia complicato nell’immediato, di continuare ad amare.
  6. Il processo di registrazione di “Parlami in Napoletano” è stato un ritorno alle tue radici musicali. Puoi condividere l’esperienza di lavorare con Antonio De Carmine Principe e NyNa City 91 Records?
    Come ti dicevo l’incontro con Antonio De Carmine Principe e la Nyna City 91 Records, etichetta discografica fondata da lui con Victoria Mellon e Giuseppe Corvino, mi ha dato nuova linfa creativa.
    Con la Nyna City 91, che vede l’origine del suo nome in un connubio tra New York e Napoli, è nato un feeling fantastico in pochissimo tempo. Lavorare con Antonio De Carmine Principe è stato altamente motivante ed interessante. Ho ritrovato la mia vena creativa. Artisticamente mi sono sentita come se la mia ispirazione rifiorisse.
  7. Come definiresti lo stile musicale di questa canzone? Sembra che abbracci elementi pop e canzone napoletana in modo unico. Cosa speravi di raggiungere con questa fusione di stili?
    Ti ringrazio. Beh, in realtà non speravo di raggiungere niente, nel senso che non è stata un canzone ragionata per creare “qualcosa che funzionasse”. Non c’era un traguardo da raggiungere ma da subito, solo punti di partenza, da cui partire con grande sincerità e amore per la musica. Come ti dicevo è un brano nato in maniera del tutto istintiva e spontanea. È avvenuto tutto in maniera molto naturale. Antonio De Carmine Principe ha curato la produzione della canzone magistralmente, ascoltando il nostro gusto e lasciandolo liberamente danzare sulla stesura del brano, assecondando con grande sensibilità in ogni sfumatura.
    Sicuramente c’è l’incontro e la fusione di più sonorità musicali, passionali e latine, figlie, come noi partenopei, del sud del mondo.
  8. Il videoclip di “Parlami in Napoletano” è stato diretto da Daniele Tofani. Puoi raccontarci di più sull’idea visiva che hai voluto trasmettere attraverso il video?
    Il videoclip di “Parlami in napoletano” è stato diretto da Daniele Tofani per la Bad Boss Productions. Lavorare con Daniele e con tutto il team della Bad Boss, da Francesco Stoia a Valeria Cavaliere, è stato davvero sinergico. Siamo entrati in empatia e Daniele, con la sua professionalità, mi ha messo da subito a mio agio. La bellezza di cantare il brano, proprio come mi stessi esibendo live, è stato per me come sentirmi un po’ a casa. Io ed Antonio De Carmine Principe avevamo immaginato un videoclip che accompagnasse l’intensità della canzone e, da musicisti, ci piaceva l’idea di ricreare un’esibizione musicale in un locale: per chi fa musica, potersi esprimere dal vivo e condividere emozioni con chi ascolta, è fondamentale.
  9. “Parlami in Napoletano” sembra toccare temi di isolamento e solitudine. Cosa ti ha spinto a esplorare questi sentimenti nella tua musica?
    “Parlami in napoletano” fonde in sé ricordo e speranza. In amore non esistono ricette o ragioni che tengano. Quando un sentimento forte volge al termine non c’è mai un’immediata logica di rielaborazione, ma un vortice di emozioni di ciò che si è stati e di ciò che a volte si vorrebbe, nonostante tutto, essere ancora. Ecco così che anche un canto di isolamento e solitudine diventa forse un po’ più dolce e risorsa, se lo si guarda con gli occhi di chi non rinnega l’amore dato cercando di custodirne il valore e di provare a capire, in un momento di lontananza, se sia davvero finita o forse no, perché si ha voglia di avere la persona amata ancora al proprio fianco.
  10. Oltre a questo singolo, cosa puoi dirci riguardo ai tuoi prossimi progetti musicali e cosa desideri che il tuo pubblico ricavi dalla tua musica nel futuro?
    Quello che nel mio piccolo desidero che chi ascolti la mia musica possa “ricavare”, è semplicemente emozione; quell’emozione capace di far staccare almeno per un po’ da una quotidianità ahinoi non sempre rosea e capace di far viaggiare la mente libera. Attualmente mi sto specializzando in composizione jazz in Conservatorio, sono in studio a lavoro su nuovi progetti musicali che spero di farvi ascoltare presto e sto organizzando i prossimi live che spero mi vedranno quanto prima in giro per lo stivale.