Adele, o meglio, Any Other ci presenta il magico singolo “Awful Thread”

  1. Ciao Adele, grazie per condividere la tua musica con noi. Puoi raccontarci di più su “Awful Thread”? Qual è stata l’ispirazione dietro questa canzone?
    Ciao, e grazie per le domande. Spesso dietro alla scrittura di una canzone c’è una parte di caos e imprevedibilità, e per “Awful Thread” è stato in parte così. Il pezzo parla di rapporti familiari complessi e intricati, quindi direi che l’ispirazione viene da alcune mie considerazioni personali sulle relazioni in generale, ma soprattutto quelle con i propri genitori.
  2. Come descriveresti il processo creativo dietro il brano “Awful Thread”? Ci sono particolari storie o emozioni che hai voluto esprimere attraverso questa canzone?
    Dal punto di vista di testo e melodia, il processo creativo è stato molto lineare – le sfide sono arrivate poi con arrangiamento e produzione. Credo che “Awful Thread” comunichi quel senso di frustrazione e anche di accettazione che in qualche modo ti tocca quando diventi un adulto, e che ti porta a dover re-imbastire la dinamica genitore-figlio in tante cose. Credo che a un certo punto a tuttx capiti di dover diventare la parte “matura” di quella relazione.
  3. Awful Thread” è descritta come una canzone sospesa e onirica. Cosa hai voluto comunicare attraverso questa atmosfera unica?
    Mentre lavoravo con Marco Giudici al pezzo, l’immagine mentale che avevamo era quella di una persona seduta, accartocciata su se stessa, molto chiusa nella propria testa e nel proprio flusso di pensieri. Uno scenario dominato dal colore viola. Quindi l’atmosfera sospesa deriva dall’idea di quello stato lì, in cui si sta più dentro di sé che fuori da sé.
  4. L’arrangiamento di archi in “Awful Thread” è notevole. Puoi condividere come è nata l’idea di includere gli archi nella canzone?
    Già nel mio precedente lavoro, “Two, Geography” avevo usato le sezioni di archi come elemento portante dell’arrangiamento di alcuni pezzi, quindi direi che l’idea è stata abbastanza naturale. Tendenzialmente quello che cerco di fare quando arrangio o produco è cercare di cogliere dei suggerimenti già impliciti nel pezzo, piuttosto che “imporre” io una visione alla canzone. “Awful Thread” in qualche modo mi diceva già da sola che aveva bisogno degli archi – in questo caso violino, suonato da Giulia Russo, e viola, suonata da Federica Furlani, che per me sono non solo amiche ma anche musiciste bravissime.
  5. Quali sfide hai affrontato durante la registrazione di “Awful Thread”? Quali elementi volevi assicurarti fossero perfetti?
    Io e Marco abbiamo fatto due o tre versioni del pezzo, e la sfida più grande è stata trovare un equilibrio tra strumenti acustici e suoni elettronici. Volevamo ottenere una pasta che suonasse umana ma alienata allo stesso tempo, e non è stato facile né immediato, anche perché ogni sezione del pezzo era una sorta di “stanza” fisica diversa a cui accedere via via che il pezzo progrediva. Volevamo che il pezzo all’inizio suonasse molto mentale e chiuso, e che invece alla fine ci fosse una sorta di ripresa, di riscatto.
  6. Cosa ti fa sentire più orgogliosa di questa canzone? C’è un particolare momento o dettaglio che ami particolarmente?
    Devo dire che sono molto fiera del testo, l’ho scritto abbastanza di getto e in qualche modo l’ho trovato “giusto” da subito. Sono anche soddisfatta delle parti di archi, che al di là della scrittura delle parti devono molto alla resa di Giulia e Federica.
  7. Come ti senti riguardo al fatto che “Awful Thread” sia il primo singolo estratto dal tuo prossimo album, “stillness, stop: you have a right to remember”? Cosa possiamo aspettarci dal nuovo album?
    Avevo voglia di far uscire un singolo diverso da quello che ho sempre fatto nella vita – banalmente, non ci sono chitarre. Il mio nuovo disco sarà abbastanza eterogeneo, ma direi che quando si potrà sentire tutto diventerà più chiaro.
  8. Come è stato collaborare con 42 Records per la prossima pubblicazione di questo album? Qual è la loro visione della tua musica?
    Sono già quasi sei anni che lavoro con 42, quindi il rapporto che c’è con loro non è solo lavorativo ma è anche umano. Sono sempre stati molto aperti e rispettosi della mia visione artistica, nonostante io mi renda conto che nel panorama della musica italiana io possa essere un po’ atipica, ecco.
  9. Hai pianificato esibizioni live per promuovere il singolo e l’album? Ci saranno altre opportunità per i fan di vederti esibirsi dal vivo?
    Assolutamente sì, ci sarà un tour che comincerà il 26 gennaio 2024, che è anche il giorno in cui uscirà il disco. Questa prima data sarà a Milano in un posto che amo molto, lo Spazio Teatro 89, e dopo ovviamente ce ne saranno altre.
  10. Infine, c’è qualcosa che desideri dire ai tuoi fan o a chiunque ascolti “Awful Thread” riguardo alla tua musica e al tuo futuro artistico?
    Mi sento solo di ringraziare chiunque mi accompagni anche solo per un pezzetto di questo mio percorso, perché è una cosa che amo molto ma che acquisisce senso solo se viene condivisa con altre persone. Quindi grazie!