ASIA ARGENTO: il nuovo album “Music from my bed”

“Music from my bed” è il nuovo disco di Asia Argento registrato dopo l’infortunio a Pechino Express.

  • Questo disco nasce da un’urgenza espressiva in un momento difficile per te come quello di un infortunio: ci vuoi raccontare?

A seguito della rottura della rotula durante una trasmissione televisiva, sarei dovuta restare a letto per diverso tempo. Il caso ha voluto che in quel periodo avevo conosciuto un musicista portoghese che mi ha proposto di scrivere insieme un disco. Abbiamo collaborato e scritto 13 pezzi che fanno parte di questo disco.

  • Introspettività e consapevolezza emotiva: questo noto in questo disco. Che lavoro è stato fatto nell’osservarsi e sviscerare tutto ciò che si ha dentro?

Bisogna scavare per togliere le macerie del passato per andare avanti. Avere la certezza che si può cambiare lavorando su se stassi e diventare un’altra persona. Di solito quando si tocca il fondo, nei momenti difficili, si riesce a trovare la forza per voltare pagina.

L’arte è un mezzo per evolversi.

  • E’ anticipato dal nuovo singolo “I’m broken”…un titolo esplicativo: ce ne vuoi parlare? 

Questo singolo è stata la prima canzone scritta per questo album. Dopo questo mio infortunio, ero caduta in un vortice negativo. Frida Kahlo è stata una grande ispirazione.

  • In “Me potevi sparà” hai parlato di pugnali che spaccano l’anima. Quanto è liberatorio poter tirare fuori questo dolore? Mi hanno insegnato che al dolore va fatto spazio…

Mi sono trovata in situazioni dalle quali ho dovuto scappare dal dolore, ma a volte bisogna  farsi travolgere, sentirti affogare per viverlo tutto e poi superarlo. 

  • In Reduci dici una frase molto importante ovvero che per essere vivi si deve morire almeno una volta. E’ un insegnamento?

Tutte le persone che hanno collaborato a questo disco erano persone vicine a me, ho chiesto a mia figlia di scrivere un testo ed ha partecipato a questo brano scrivendo questa strofa.  

  • Ti piacerebbe presentare live questo lavoro?

Quando l’ho registrato era prima della pandemia, e volevo portarlo nei teatri, creare una situazione più intima, un contatto più vicino al pubblico e ci terrei veramente tanto a farlo.

Nicholas Tasin