Casx ci presenta il suo nuovo singolo “Equidistanti”

  1. Benvenuta, Casx! Cominciamo con la prima domanda: Qual è il significato più profondo di “Equidistanti” e come si integra con il tema dell’autobiografia musicale che stai creando?
    Equidistanti è in realtà un brano sui miei nonni, che non ci sono più, o più precisamente sulla mia difficoltà ad elaborare il lutto in generale. Mi piace pensare che quando ce ne andiamo da questo mondo viviamo comunque attraverso le vite degli altri, diventiamo odori, suoni, oggetti, luoghi. Sentivo il bisogno di scrivere un pezzo su questo per esorcizzare un po’ tutto, quando poi ho costruito il concept del disco ho capito che alla fine questo pezzo è un pezzo sui memorabilia, e forse adesso è ancora presto per capire in che modo si collega con tutto, ma c’è un perché, un percorso che sto facendo con tutti i pezzi.
  2. In che modo il genere alternative rock e le influenze dark si manifestano nel terzo singolo? Puoi darci qualche anticipazione sul sound distintivo di questa traccia?
    Io e Matteo Rizzi (il mio produttore) volevamo scrivere un pezzo che non fosse semi acustico come ci si potrebbe aspettare da una tematica come questa, volevamo qualcosa di forte, impattante, ma anche di meno sentito in Italia. Omar, il batterista, ha costruito una linea di batteria che sembra quasi una rincorsa, e Marco, il mio altro produttore, ha aggiunto dei suoni che io volevo esplicitamente inserire, che dovrebbero dare l’idea di una centrale elettrica o di un cavo elettrico rotto. Avevo questa immagine nella testa di potermi arrampicare su un traliccio per toccare il cielo e volevo che il suono portasse l’ascoltatore in quel contesto.
  3. Come è nata l’idea di esplorare il concetto di memorabilia nel testo di “Equidistanti”? Quali sono gli elementi che hai scelto di evidenziare in questo brano?
    Mio nonno materno è morto prima che io nascessi, ma a me sembra di conoscerlo da tutta la vita perché mia nonna aveva una scatola piena di ricordi del nonno e non faceva che raccontarmi ogni cosa di lui, ogni giorno, in maniera incessante. Amava così tanto il nonno da non riuscire a lasciarlo andare, a tal punto che quando è entrata in demenza senile si era scordata qualsiasi cosa ma non di lui, ricordava minuziosamente cose avvenute 50 anni prima. Quando è morta mia nonna io mi sono resa conto che non avevo una sua scatola di memorabilia come quella del nonno, mi erano rimasti solo oggetti e profumi che mi hanno fatta sentire a casa sua nonostante lei non ci fosse più. Mia nonna era una sarta ed era molto cattolica, quindi le cose che io e le mie cugine ricordiamo di più di lei sono i tessuti, i ditali, i crocifissi, il rapporto con Dio e con il cielo, i conflitti che avevamo. Quindi il testo gira tutto intorno a parole o concetti legati a lei: “Insegnami a toccare il cielo”, “spiegami perché te ne sei andata senza neanche salutare”, “e non lo so perchè ho smesso di cercarti dentro agli abiti rimasti”, “cullaci di nuovo come quando eravamo 3 bambine”.
  4. Puoi condividere qualche dettaglio sul processo creativo di questo singolo? Ci sono particolari ispirazioni o esperienze personali che hanno contribuito alla sua creazione?
    Penso che le risposte precedenti riassumano già tutto, quello che posso aggiungere è che l’ho scritto dopo il funerale di mia nonna, anzi lo avevo principalmente scritto come discorso del funerale, ma non l’ho mai letto.
  5. Equidistanti” sembra essere una parte importante del prossimo album. Qual è il filo conduttore che unisce i vari brani dell’album e cosa possiamo aspettarci di scoprire nel prossimo capitolo della tua autobiografia musicale?
    Non posso ancora spoilerare molto, mancano ancora un po’ di capitoli prima di capire che storia sto raccontando. Posso dire che non è davvero la mia storia, ma è la storia di una ragazza del passato che si interseca con la mia storia, non in quanto Arianna, ma in quanto ragazza qualsiasi che vive in una società come la nostra. Nello specifico in realtà Equidistanti è stato il pezzo più difficile da incasellare, perché è quello più personale, posso dire che se “Bianca” corrisponde alla morte dell’anima e “Dröna” è una confessione, “Equidistanti” corrisponde al ricordo.
  6. Come fondatrice di Studio Cemento, in che modo l’ambiente creativo dello studio ha influenzato la tua musica e la creazione di questo nuovo album? In realtà tengo le due cose abbastanza separate, il problema è che mi faccio direzione artistica da sola il che vuol dire litigare con me stessa più o meno sempre. Il mio lavoro con altri artisti però mi ha aiutato a capire quando fidarsi dei tuoi collaboratori, cosa delegare, e soprattutto mi aiuta ogni giorno ad assorbire creatività da anime bellissime. Ma in realtà l’album è stato influenzato da altre Cose, in particolare da un viaggio a Edimburgo.
  7. La citazione cinematografica è una componente chiave della tua autobiografia musicale. Quali film hanno avuto un impatto significativo su questo singolo in particolare e sul tuo approccio alla creazione musicale in generale?
    Rispetto al vecchio disco, in questo ho messo molte meno citazioni estetiche o concettuali ai film, la maggiorate dovrete ancora ascoltarle. In questo caso avevo un riferimento fortissimo a livello estetico, ma soprattutto a livello sonoro, che non è di un film ma della mia serie tv preferita: DARK. Al di là dell’aspetto intricato e della trama, uno degli argomenti più importanti è il ricordo e Il rapporto con la famiglia, a parte questo l’estetica è cupa, piovosa, e c’è sempre questo contrasto tra la natura dei boschi di Winden e l’asetticità della centrale data anche da suoni sempre molto metallici. Anche la colonna sonora mi ha ispirata moltissimo per la costruzioni musicale del pezzo.
  8. Come descriveresti l’evoluzione del tuo stile musicale da quando hai iniziato il progetto Casx fino a oggi? C’è stata una crescita o un cambiamento significativo nel tuo approccio artistico?
    Sì, saranno i 30 anni che forse mi hanno stroncata, ma c’è stato un preciso momento prima di iniziare a scrivere questi pezzi nuovi (che ho scritto mentre finivo il disco vecchio) in cui ho capito che non volevo più parlare della mia adolescenza o delle cose che mi avevano fatto male, perché le avevo superate. Ho capito che sono entrata in una nuova fase di me stessa e di CASX dove mi sento più matura, più cruda, ma allo stesso tempo sto curando molto di più ogni dettaglio, sento il bisogno che tutto arrivi come voglio che arrivi.
  9. Con “Equidistanti” che affronta il tema dei ricordi e della memoria, come cerchi di connetterti emotivamente con il tuo pubblico? Qual è il messaggio principale che speravi di trasmettere con questa canzone?
    Premetto che io sono una persona apparentemente socievole e inclusiva, ma sono anche una persona che fatica molto a esternare davvero cosa prova in contesti pubblici, devo farmi un training e due settimane di terapia intensiva prima di convincermi che posso parlare di me senza avere il retro-pensiero che a nessuno importi. Quindi per me pensare che a qualcuno interessi sapere che non ho affrontato benissimo il lutto dei miei nonni è piuttosto complicato. Quindi ho deciso che avrei affrontato questo brano cercando ti trasmettere l’aspetto positivo, ovvero sapere che dopo la morte si vive attraverso gli altri ci permette di vivere la nostra vita cercando di significare qualcosa almeno per qualcuno, cercando di lasciare di noi il meglio. Ho cercato semplicemente di essere me stessa e di mettere sul tavolo le mie fragilità senza vergognarmene.
  10. Infine, puoi darci un assaggio di ciò che possiamo aspettarci dall’album nel suo complesso? Ci sono altri temi o elementi chiave che intendi esplorare nel prossimo progetto discografico?
    Come accennato in una delle domande precedenti, questo disco parla di una ragazza, una storia del passato, per alcuni è vera, per altri è leggenda, quello che posso dire è che mi sono immaginata questa ragazza catapultata in avanti nel tempo, scaraventata come con il teletrasporto nel 2024. Un volta atterrata nel nostro modo si rende conto che la società di passi avanti non ne ha fatti davvero così tanti, è tutta una facciata.
    Ogni brano di questo disco è un pezzetto di questa ragazza, una parte della storia, una parte delle sue caratteristiche. Quindi si ci saranno altri temi, tra cui: violenza, morte, religione, fantasia, autodistruzione, coraggio, paura. Non vedo l’ora di raccontarvi tutto onestamente, ci tengo molto.