Dal film del Festival del cinema di Venezia “Anna” la compositrice Giulia Mazzoni si racconta.

Nicholas Tasin: Benvenuta, Giulia Mazzoni! “Wildness” è un brano straordinario composto in sole 48 ore. Puoi condividere con noi l’ispirazione dietro questa composizione così rapida?

Giulia Mazzoni: Grazie di cuore, Nicholas. In realtà ero talmente ispirata dal film che ho scritto tutta la colonna sonora in 48 ore e “Wildness”, il tema centrale è nato in quel breve arco di tempo. Mi ha ispirata la straordinaria interpretazione della protagonista Rose Aste, le suggestioni che il regista Marco Amenta mi ha comunicato e che ho rielaborato e ovviamente qualcosa che è inspiegabile e che è dentro di me da sempre.

Nicholas Tasin: “Wildness” sarà il main theme di “Anna,” il nuovo film di Marco Amenta. Come hai affrontato la sfida di creare una colonna sonora che trasmettesse le emozioni del film?

Giulia Mazzoni: Quando scrivo per un album come recording artist è diverso. Il film in quel caso è solo mio, me lo vivo, elaboro il mio concept poi lo registro e alla fine lo suono nei concerti. Lavorare alla musica di un film è diverso. Il segreto è restare se stessi e mantenere la propria identità artistica ma allo stesso tempo rispettare l’immagine per amplificarne le emozioni e i messaggi. Ci vuole molta umiltà in questo. Si deve lavorare a stretto contatto con il regista, capire cosa voleva trasmettere davvero in quella scena. Un equilibrio non sempre facile e molto delicato non solo per il compositore ma anche per il regista stesso che lavora con il compositore. Credo che tra me e Marco ci sia stata fin da subito una naturale alchimia artistica basata su una profonda stima e fiducia che ha aiutato poi nel processo creativo. Anche i dettagli fanno la differenza nel processo di scrittura. Quando Marco mi ha chiamata ha descritto in un modo talmente vivo i suoi personaggi che già le parole erano diventate suono nella mia testa. La mia creatività è stata ulteriormente sollecitata quando poi ho visto le scene del film.

Nicholas Tasin: La protagonista di “Anna” è descritta come “selvaggia” e “magnetica.” In che modo hai cercato di catturare queste caratteristiche nella tua musica?

Giulia Mazzoni: Attraverso una scrittura non convenzionale, molto libera ed emozionale come il personaggio di Anna e come me. Ho seguito il cuore senza pensare.

Nicholas Tasin: Hai menzionato di aver registrato il brano con un quartetto d’archi composto interamente da donne. Qual è stato il motivo di questa scelta?

Giulia Mazzoni: Ho scelto questo straordinario quartetto di archi composto da Angela Tomei (primo violino), Angela Savi (secondo violino), Luna Michele (viola), Luna Gorkoff (violoncello) per il loro talento prima di tutto. Il fatto che siano donne è un elemento secondario. Non ti nascondo però che la loro esecuzione e il loro modo di interpretare la musica abbiano permesso di scavare ancora più a fondo e arrivare a toccare una sensibilità femminile dando il tocco e il sapore giusto per questo film.

Nicholas Tasin: “Wildness” è definito un “manifesto di libertà.” Cosa ti ha ispirato a creare una musica così audace e liberatoria?

Giulia Mazzoni: Sono ribelle e la mia musica selvaggia e libera. Ho cercato di imprimere in questo tema il bisogno di libertà e giustizia che anche Anna esprime nel film. Vorrei che fosse manifesto per tutti di libertà intesa come uno spogliarsi da etichette e essere chi vogliamo.

Nicholas Tasin: Oltre a “Wildness,” stai lavorando su un nuovo progetto. Puoi darci qualche anticipazione su cosa possiamo aspettarci da questo progetto?

Giulia Mazzoni: Si tratta di un progetto internazionale. Un album di inediti realizzato con un team di professionisti leggendari in ambito musicale. È un progetto innovativo e coraggioso con una musica diversa. Una direzione nuova. Un altro film che spero di raccontarti presto!

Nicholas Tasin: Come è stato lavorare con Marco Amenta e contribuire alla colonna sonora di “Anna”? Qual è stata la tua esperienza di collaborazione?

Giulia Mazzoni: Una esperienza straordinaria con un professionista straordinario, Marco Amenta, che ringrazio pubblicamente per avermi coinvolta. Ricordo ancora la prima telefonata di Marco che fin da subito mi ha ispirata e ha acceso il mio entusiasmo. Quando poi ho visto le scene del film ho avuto solo una conferma del grande progetto che mi attendeva. Si tratta di un film incredibile con un cast e un team di produzione altrettanto fantastico. Non mi riferisco solo dal punto di vista professionale ma soprattutto umano, cosa molto importante in un lavoro creativo. Per quanto riguarda la composizione ho scritto in solitaria la colonna sonora confrontandomi via via con il regista. La sceneggiatura e la regia di questo film sono perle rare che hanno acceso facilmente il mio fuoco creativo. Il giorno della registrazione è venuto in studio Marco Amenta e abbiamo realizzato anche delle musiche aggiuntive. È stato bello in quel momento confrontarci direttamente a partire dalla sceneggiatura e condividere insieme visioni diverse e interessanti.

Nicholas Tasin: La tua musica sembra fortemente legata alla natura e all’essere se stessi. Cosa ti spinge a esplorare questi temi attraverso la musica?

Giulia Mazzoni: Scrivo e suono musica strumentale ma contiene in realtà tante storie. Sono canzoni senza parole dove ognuno puo’ viaggiare liberamente e trovare all’interno il proprio significato. Ogni brano racconta qualcosa di vissuto intensamente o qualcosa al quale tengo. Il pianoforte è lo specchio che mi permette di esplorare me stessa, questo

mi aiuta poi a mettere a fuoco fotografie per me importanti che poi condivido con gli altri. In un periodo storico fatto di etichette, scarso rispetto per l’essere umano io vorrei semplicemente che si apprezzasse e rispettasse la Persona intesa come essere portatore di bellezza, talento, valori. Essere se stessi oggi è la cosa più difficile ma dobbiamo provarci e dobbiamo lottare per questo. La natura selvaggia è dentro di noi, sprigioniamola.

Nicholas Tasin: Puoi condividere alcuni dettagli sul processo di registrazione e produzione di “Wildness”?

Giulia Mazzoni: Abbiamo registrato le musiche presso lo studio Sonoria di Prato un luogo a me molto caro. In questo studio sono nati tanti miei pezzi. Ho voluto al mio fianco i migliori. Francesco Baldi, mio storico collaboratore e amico, tecnico del suono eccellente che ha registrato e mixato in tempi molto ristretti il lavoro. Ho scelto un pianoforte molto speciale, uno Steinway&Sons modello “Duecentesimo” della collezione Fabbrini Bussotti. Un pianoforte che è stato suonato solo dai più grandi pianisti viventi e che è stato preparato per me da Claudio Bussotti, una celebrità nel mondo pianistico. È da sempre al fianco dei più grandi nomi del pianismo mondiale da Pollini ad Arturo Benedetti Michelangeli, Martha Argerich, Keith Jarrett e moltissimi altri. Non è solo un accordatore ma un profondo conoscitore dello strumento e uno dei massimi esperti nel settore. Ha una sensibilità elevatissima che mi affascina e riesce a capire subito quello che vorrei ottenere. Prepara il pianoforte come un collaudatore prepara la macchina perfetta. Accorda e prepara lo strumento ad orecchio senza bisogno di un accordatore digitale e questo rende il pianoforte più vivo e vero, come la voce umana. Perché è sempre l’imperfezione che ci rende inesatti e quindi veri e unici. Per questa registrazione avevo bisogno di avere un suono particolare. Lo volevo caldo, profondo ma anche aspro e lui è riuscito ad aiutarmi in questo intento. Francesco poi ha messo la ciliegina sulla torta creando un sistema di microfonazione perfetto. Suonavo come un leone in gabbia, una gabbia dorata che ha tirato fuori la natura selvaggia più profonda. È stato molto bello condividere tutti questi aspetti creativi, artigianali, forse un po’ da nerd con le persone che erano in studio e lavoravano con noi. La musica è fatta ancora di verità, è qualcosa di vivo. In studio il clima era molto rilassato e c’era tanta voglia di divertirsi. Nessuna tensione solo trasporto, le condizioni perfette.

Nicholas Tasin: Infine, cosa vorresti che il pubblico ricordasse dopo aver ascoltato “Wildness” e visto il film “Anna”?

Giulia Mazzoni: Non mollate mai. Mai mollare anche quando le cose sembrano difficili. Anche quando non vi capiranno, quando non vi appoggeranno e vi offenderanno andate sempre avanti. Siate voi stessi.