Erio ci presenta “Fede”, un mantra di vita e coraggio

Nicholas: Ciao Erio, benvenuto! Come stai oggi, in occasione dell’uscita del tuo nuovo EP “Fede”?

Erio: Tutto bene. Come sempre, quando faccio uscire una nuova canzone o un album mi sento, da una parte, più leggero e, dall’altra, tutto d’un tratto senza più niente da fare!

Nicholas: “Fede” è il tuo primo lavoro in italiano, dopo due album in inglese e otto anni di attività live in tutta Italia. Quali sono le principali differenze che hai riscontrato nel processo creativo tra i due linguaggi?

Erio: Lavorare in italiano è più immediato grazie alla sicurezza che ho, in quanto madrelingua, di star usando la giusta espressione o la giusta forma. Allo stesso tempo ho impiegato più tempo a incastrare i versi sulle frasi musicali, perché di norma, nella nostra lingua, le parole contengono più sillabe di quelle inglesi e occupano più “spazio melodico”. Inoltre, per la prima volta, sapevo di avere un pubblico che avrebbe capito alla lettera ogni cosa che avrei cantato e questo ha sicuramente influenzato le tematiche e il tono delle canzoni.

Nicholas: L’EP “Fede” presenta quattro gemme sonore in cui alterni melodie pop a soluzioni più sperimentali. Come hai trovato l’equilibrio tra le due sperimentazioni sonore?

Erio: Ho cercato di contenere la mia voglia di sperimentazione e mi sono concesso il permesso di usare solo una o due soluzioni “strane” per canzone, laddove nelle mie cose precedenti, a volte, l’equilibrio era quasi opposto. Mi sono immaginato di accompagnare l’ascoltatore dentro le canzoni come se fossero luoghi fisici e avendo premura di non farlo perdere in mezzo a cose troppe pazze e superflue, mentre nelle mie vecchie cose spesso il gioco era proprio quello di creare sorpresa.

Nicholas: Quali sono i temi centrali che hai voluto esplorare in “Fede” e come hai scelto di rappresentarli nella tua musica?

Erio: In Fede si parla fondamentalmente del rapporto tra immaginazione e realtà, speranza nel futuro e realismo, specialmente nei rapporti interpersonali, ma anche con un occhio sul destino che ci stiamo scegliendo come specie.

Nicholas: “Re di Pace” è una traccia che rappresenta in modo più evidente ed estremo il matrimonio tra elettronica e musica acustica che caratterizza buona parte della tua produzione. Qual è stato il tuo approccio alla creazione di questa traccia?

Erio: “Re di Pace” è nata mentre stavo producendo la mia cover di “Only You”, per la quale ho collaborato con un bravissimo violoncellista, Carmine Iuvone. C’erano delle tracce di archi registrate per quel brano che avevo scartato. Mi dispiaceva finissero nel cestino, perché erano e sono molto belle e quindi le ho cominciate a modificare ed elaborare, fino a creare la base “acustica” di “Re di Pace”. Su quella poi, io e Yakamoto Kotzuga, che ha co-prodotto il brano con me, ci siamo divertitia creare il contrasto con gli elementi elettronici, creando un mix tra il suono organico degli archi e l’elettronica. L’idea era di creare un’atmosfera di tensione e pace insieme, che si rispecchiasse anche nel testo del brano.

Nicholas: “Compagno” è l’unico brano scritto totalmente da te sia nella sua parte testuale che in quella musicale, così come la produzione e l’arrangiamento. Qual è stata l’ispirazione dietro questa traccia?

Erio: “Compagno” è nata come una sorta di inno alla solidarietà e alla condivisione delle esperienze. Il testo è stato ispirato dalle persone che ho incontrato lungo il mio percorso di vita e dalle storieche ho ascoltato. La melodia e l’arrangiamento sono venuti naturalmente, quasi come se volessero accompagnare le parole e il messaggio della canzone. Ho cercato di creare un’atmosfera di speranza e di positività, che inviti l’ascoltatore a riflettere sulla bellezza di condividere e di crescere insieme.

Nicholas:

Hai iniziato la tua carriera musicale come batterista. In che modo l’esperienza con questo strumento ha influenzato la tua attuale produzione musicale?

Erio:

La batteria ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione musicale e mi ha insegnato l’importanza del groove e del ritmo nella musica. Anche quando suono la chitarra o il pianoforte, cerco sempre di mantenere una certa attenzione al ritmo e alla pulsazione della musica. Inoltre, suonare la batteria mi ha dato una maggiore consapevolezza del suono complessivo di una canzone e mi ha aiutato a sviluppare un orecchio per le strutture musicali.

Nicholas:

Quali sono i tuoi riferimenti musicali e artistici?

Erio:

La mia formazione musicale è stata molto varia e ho ascoltato molta musica diversa nel corso degli anni. Tra i miei riferimenti ci sono artisti come Radiohead, Björk, David Bowie, Frank Zappa, Joni Mitchell, ma anche alcuni musicisti di jazz come Miles Davis e Thelonious Monk. Sono sempre alla ricerca di nuove sonorità e di artisti che mi possano ispirare e influenzare.

Nicholas:

Hai lavorato con diversi produttori e collaboratori nel corso della tua carriera. Qual è stata l’esperienza più significativa per te e in che modo ha influenzato il tuo lavoro?

Erio:

Ho avuto la fortuna di lavorare con molti produttori e musicisti talentuosi nel corso degli anni. Ogni collaborazione è stata diversa e ha avuto un impatto unico sulla mia musica. Una delle esperienze più significative è stata lavorare con il produttore danese Andreas Pallisgaard, che ha co-prodotto il mio album “Room 306”. La sua esperienza e la sua attenzione ai dettagli mi hanno aiutato a sviluppare ulteriormente la mia musica e a trovare nuove soluzioni artistiche.

Nicholas:

Qual è il tuo rapporto con il pubblico durante i concerti e come cerchi di coinvolgerlo nella tua musica?

Erio:

Cerco sempre di creare un’atmosfera intima e coinvolgente durante i miei concerti, cercando di connettermi con il pubblico attraverso la mia musica e le mie parole. Mi piace dialogare con il pubblico e raccontare le storie dietro le mie canzoni, per creare un legame più profondo con chi sta ascoltando. Cerco anche di coinvolgere il pubblico attraverso la mia performance sul palco, cercando di trasmettere l’energia e l’emozione della mia musica.

Nicholas:

Quali consigli daresti ad un giovane artista che vuole intraprendere la carriera musicale?

Erio:

Il mio consiglio principale sarebbe di essere sempre se stessi e di seguire il proprio istinto artistico. La musica è un’arte molto personale e autentica, e il pubblico apprezza soprattutto l’autenticità e la sincerità di un artista. Inoltre, bisogna lavorare sodo e dedicarsi alla propria arte con passione e determinazione, senza mai perdere di vista i propri obiettivi e le proprie aspirazioni.