Esplosiva come i “Petardi”: Asteria ci racconta il nuovo singolo

  1. Benvenuta, ASTERIA! Puoi condividere con noi il processo creativo dietro il tuo ultimo singolo “PETARDI”?
    Il mio ultimo singolo è nato da un’esperienza vissuta l’estate scorsa. Potrei definirla come il primo momento nella mia vita in cui mi sono realmente sentita libera e slegata da chiunque altro. Sono tornata a casa dopo un’estate molto movimentata e mi sono messa a scrivere su un vecchio beat che mi aveva proposto Alexsander. Una volta scritto il brano abbiamo aggiustato il beat con vari accorgimenti strumentali e abbiamo rifatto le batterie per poi registrare in studio le voci per poi concludere con mix e master del brano.
  2. Qual è il significato e l’ispirazione dietro il titolo “PETARDI” e il messaggio che vuoi trasmettere con la canzone?
    Il pezzo è nato a fine estate, quando ho realizzato ciò che avevo vissuto, un’avventura durata poco più di due mesi in un luogo lontano da casa in cui non conoscevo nessuno e in cui mi sentivo libera di esprimere la parte più profonda di me. Il messaggio di fondo è quello dell’amore libero. Non importa che tipo di amore sia, basta che il suo scoppio all’interno del nostro cuore e della nostra mente lasci qualcosa di duraturo.
    Credo che i sentimenti più forti siano quelli che durano qualche istante e poi ci abbandonano per sempre, lasciandoci un vuoto che ci permette di sentire l’eco delle nostre emozioni ancora più forte.
  3. La tua musica è stata descritta come un riflesso delle emozioni e delle esperienze della tua generazione. In che modo cerchi di rappresentare queste esperienze nella tua musica?
    Cerco di rappresentare l’incertezza di una società liquida come la nostra, in cui noi, gen z, ci sentiamo persi. Non abbiamo punti fermi e dobbiamo trovare qualcosa che ci permetta di sentirci parte attiva e determinante di questo mondo. L’amore di cui parlo nei testi molte volte e in modi sempre diversi è il mezzo per scoprire se stessi attraverso gli altri, attraverso le relazioni e ciò che esse lasciano dentro di noi.
  4. Hai già raggiunto notevoli successi con soli cinque singoli. Cosa pensi che distingua la tua musica dagli altri artisti dell’urban pop italiano?
    è molto difficile rispondere perché io parlo semplicemente del modo in cui vivo le cose e delle riflessioni annesse. Forse ciò che mi caratterizza è semplicemente parlare della mia interpretazione della realtà cercando, attraverso le metafore, di rendere la mia visione condivisibile. Anche a livello musicale credo sia il carattere che cerco di dare alle produzioni ciò che potrebbe distinguere me da altri artisti.
  5. Come è stato lavorare con Double Trouble Club, Island Records e Universal Music Italia per la tua carriera musicale?
    é stata un’esperienza nuova, mi ha avvicinata ancora di più a ciò che è il vero significato del fare la cantante, l’autrice, la musicista con tutto quello che accompagna tale scelta. siamo un team e in quanto tale vengo costantemente sottoposta a punti di vista diversi dal mio e imparo cose nuove.
  6. Cosa ti ha ispirato a intraprendere la tua carriera musicale, e chi sono i tuoi principali modelli o influenze musicali?
    Suono da quando sono piccola la chitarra elettrica, ho sempre sognato di diventare una rockstar, poi, all’inizio del liceo ho iniziato a scrivere poesie, fino che, ad un certo punto ho realizzato che potevo unire le mie due passioni, scrittura e musica, usando la mia voce. Ho deciso di provare ad intraprendere una carriera nel momento in cui ho iniziato a scrivere in italiano e, quasi casualmente, il mio attuale manager mi ha chiesto se avessi voluto iniziare un percorso professionale con lui. Prima di quel momento non sapevo minimamente cosa servisse per avviare un progetto orientato alla pubblicazione di musica, nonostante avessi già caoticamente pubblicato brani a mio nome. Ad oggi i miei modelli musicali sono Fred again per quanto riguarda la “spiritualità” della sua musica e la semplicità, ma incisività, dei suoi testi. Per quanto riguarda le influenze che mi hanno portata fin qui potrei partire dai Metallica e arrivare a Masego passando per i Kodaline, David Guetta, Nathy Peluso, Gashi, Ellie Goulding e moltissimi altri.
    Al momento sono molto affascinata dal mondo di Kenya Grace, ma ciò a cui mi ispiro cambia molto spesso, anche in base a ciò di cui voglio parlare.
  7. Parli della sensazione di essere in una “bolla” nell’amore, una sensazione che molti possono sicuramente comprendere. Puoi condividere un momento personale in cui ti sei sentita in questo modo?
    Mi è successo molte volte. Tutto ciò di cui parlo in “PETARDI” è realmente accaduto, anzi forse è uno degli “effetti bolla” più intensi che ho vissuto.
  8. Spotify ti ha selezionato per la terza edizione di RADAR Italia. Cosa significa per te questa opportunità e come hai reagito quando l’hai scoperto?
    Per me questa è stata un’opportunità enorme, ero felicissima quando l’ho scoperto perché finalmente ho realizzato che qualcosa di più grande stava succedendo, che il progetto non piaceva solo a me e al mio team, ma che effettivamente la mia musica fosse arrivata forte anche ad altri. Spotify mi sta dando l’opportunità di farmi ascoltare sempre di più e da sempre più persone, oltre ad offrirmi esperienze uniche nel loro genere.
  9. Qual è il messaggio che speri che il tuo pubblico riceva attraverso la tua musica e le tue canzoni?
    Il messaggio è sempre quello per cui ho iniziato il progetto, cioè dare conforto, tenere compagnia alle persone che attraversano momenti di vuoto in cui non sentono niente, tenere compagnia a quelli che, al contrario, sono sopraffatti dalle emozioni, belle o brutte che siano, per celebrarle e, non meno importante, lanciare un messaggio di rivalsa per tutti quelli che, anche solo per un momento, si sono sentiti soli e non compresi, nemmeno da loro stessi.
  10. Infine, quali sono i tuoi prossimi progetti musicali e cosa possiamo aspettarci da ASTERIA nel prossimo futuro?
    Sto lavorando ad un album di cui prevedo l’uscita questa primavera e non vedo l’ora che possiate sentirlo.