Gli energici Naive ci presentano “Ferite”

1. Benvenuti! Il vostro nuovo singolo “Ferite” esplora il dolore di una relazione finita. Come è nata l’idea per questo brano e quali esperienze personali hanno influenzato la sua creazione?
Ferite è un brano nato, più che per il dolore di relazione finita, per raccontare quello che chiamano “ghosting”, un rapporto che si sgretola lentamente senza avere alcun tipo di spiegazione, fino ad accettare che una spiegazione non è più necessaria per voltare pagina. Si impara la lezione, si va avanti e si cerca di trarne il meglio (in questo caso uno dei nostri migliori lavori realizzati in studio).

2. “Ferite” mescola diversi generi musicali come pop, dance, r’n’b ed elettronico. Come riuscite a bilanciare queste diverse influenze nel vostro processo creativo?
Abbiamo tutti un background musicale diverso: Panda è partito dalla black music, Ciolo e Colo vengono dal rock e dall’indie, Jack ha iniziato con l’elettronica. Questo ci permette di non focalizzarci su un unico genere, ognuno tira fuori idee diverse e andando a unirle arriviamo al risultato finale, motivo per il quale è difficile collocarci in un genere specifico. Più che sperimentare ci piace fare il cazzo che ci pare e divertirci, non deve suonare giusto. Deve suonare e basta.

3. La vostra musica spesso affronta temi emotivamente intensi. Come riuscite a tradurre queste emozioni in suoni e testi che risuonano con il vostro pubblico?
Citando J-Ax potremmo dire che le belle canzoni le scrive chi soffre, e sarebbe già sufficiente. Per dare una risposta più intima aggiungiamo che nei nostri brani si riversano le esperienze personali, a livello di testi spesso quelle del cantante e autore Panda, mentre per la parte musicale di tutti noi che contribuiamo a scrivere e arrangiare i brani.

4. Avete citato i sintetizzatori e la cassa in quattro quarti come elementi chiave del vostro sound in “Ferite”. Come avete deciso di integrare questi elementi nel brano?
Abbiamo scritto e prodotto “Ferite” insieme a Eclypso, producer che oggi non è più con noi. Avevamo un’idea di Panda che in quel periodo era in fissa con “After Hours” di The Weeknd (che ascoltava solo il sabato e la domenica) e da lì siamo poi arrivati al risultato che tutti sentite.

5. Il vostro sound è definito come urban pop, con influenze rap, rock e funk. Come descrivereste l’evoluzione del vostro stile musicale nel corso degli anni?
Collezionando negli anni tanti dischi tante influenze, è come andare ad unire i puntini quando siamo in studio. Non abbiamo ancora realizzato il disegno completo, ci stiamo godendo il viaggio continuando a tracciare la linea. Una cosa è certa, vogliamo migliorare ed eccellere sul fronte live. Tutto ciò che facciamo ha come scopo finale l’esibizione sul palco e ci stiamo impegnando per portare ciò che viene realizzato in esibizione dal vivo.

6. Qual è il messaggio principale che sperate che gli ascoltatori ricevano da “Ferite”?
La dignità prima di ogni cosa. Non correte dietro a nessuno/a, imparate a riconoscere il vostro valore e non sentitevi mai sbagliati o sbagliate. Amate e amatevi senza paura.

7. Il vostro nuovo singolo arriva dopo “Bojack Horseman” e “Congratulazioni”. In che modo questi brani hanno preparato il terreno per “Ferite”?
Fanno tutti parte di una serie di brani scritti da Panda a partire dal 2021, quando ancora il suo era un progetto solista. Quando poi abbiamo deciso di formare la band ci siamo chiusi in studio e abbiamo lavorato senza sosta. Ne siamo usciti con diverse canzoni, tra cui i singoli che avete citato. Molte altre non usciranno nemmeno a breve, altre sì, ma a noi piace comunque portarle dal vivo e vedere la risposta del pubblico.

8. Come vi sentite a esibirvi al Nameless Festival, uno dei festival più importanti in Italia? Cosa significa per voi questa opportunità?
È stata un’emozione forte, un’esperienza indimenticabile e anche un battesimo del fuoco. Non avevamo mai suonato su un palco così grande e importante. Ci ha fatto capire come si gioca in serie A, quanto è impegnativo tenere un palco di notevoli dimensioni. Abbiamo anche capito che quella è una dimensione che ci piace e quindi è benzina per la nostra corsa.

9. Avete accumulato molte visualizzazioni per i vostri video musicali come “Charlie Bronson 2”, “Bastardo” ed “Esorcista”. Qual è stato il segreto del vostro successo su queste piattaforme?
YouTube è stata una piattaforma di lancio importantissima per noi, oggi il mondo del web è un po’ cambiato e oltre a quella ci sono altre piattaforme e altri social che curiamo con la stessa etica lavorativa.

10. Guardando al futuro, quali sono i vostri piani e obiettivi per la vostra carriera musicale? C’è un sogno particolare che sperate di realizzare?
I nostri piani sono quelli di uscire con i prossimi singoli e poi con un album, quindi di tornare in studio durante l’estate per mettere mano ai nuovi brani. Gli obiettivi non ce li siamo mai posti davvero in maniera pianificata ma possiamo dire che oggi un bel tour nei club e un’etichetta discografica che possa darci il giusto boot sono due traguardi che pensiamo di meritarci. Un sogno particolare sarebbe un tour nei palasport, anche se oggi sembra quasi alla portata di tutti, ma intendiamo fatto bene, con tanto pubblico vero e una produzione come si deve.