I fantastici Yosh Whale ci presentano il nuovo album “A Mezz’Aria”

Benvenuti, Yosh Whale! Che emozioni vi suscita l’uscita del vostro secondo album “A Mezz’Aria”?

Felicità, voglia di condividere e anche un po’ di ansia. Poter far conoscere il proprio significa liberare tante emozioni, sia positive che negative. Siamo soddisfatti di quello che abbiamo fatto, ma sapere se poi venga effettivamente apprezzato è sempre un punto interrogativo. Noi abbiamo dato sicuramente tutto per queste canzoni.

Qual è stato il principale obiettivo artistico nell’elaborare questo nuovo lavoro rispetto all’album precedente?

Non c’è stato un obiettivo artistico prestabilito. Ci siamo ritrovati, durante la stagione di concerti di due anni fa, a sentirci molto ispirati ed avere necessità di tirar fuori ciò che avevamo dentro. Così abbiamo passato del tempo insieme e abbiamo scritto buona parte dei brani che sono nel disco. Ci siamo sicuramente sentiti più liberi e con nuove influenze artistiche, abbiamo imparato tanto e abbiamo messo a frutto tutte le nostre idee.

E il processo creativo che ha portato alla realizzazione di “A Mezz’Aria”? Anche questo, come si differenzia da quello del primo album?

E’ stato puro processo creativo, un flusso libero di idee e suoni. Abbiamo suonato tanto e ascoltato tanta nuova musica, eravamo in una fase di grande urgenza espressiva.

Quali sono le principali influenze musicali di questo secondo album e come avete cercato di fondere questi diversi stili in un’unica opera coesa?

Abbiamo trovato ispirazione in diversi artisti internazionali: i principali sono sicuramente Dijon, mk.gee, abbiamo riscoperto Frank Ocean, il Sunday Service di Kanye West. Pensiamo che poi tutti questi ascolti abbiano un filo conduttore, che è l’emotività che esprimono sia nella composizione che nella loro esecuzione. Probabilmente la coesione è data proprio dall’emotività.

“Blu” feat. Rose Villain sembra affrontare tematiche di fuga e ricerca di luoghi ideali. Qual è il messaggio di questa canzone?

Il nostro messaggio in Blu racchiude un po’ il riassunto del nostro progetto. Parla infatti di immaginazione e di realizzazione di un sogno, di andare via dalla quotidianità per rifugiarsi nel blu. Per noi il blu rappresenta l’orizzonte del mare, un non-luogo dove il tempo non esiste e nel mare stesso i nostri sogni si realizzano.

Potete condividere qualche retroscena interessante sulla collaborazione con Rose Villain?

Abbiamo conosciuto Rose durante un contest musicale a Cosenza, dove era parte della giuria. Ci ha ascoltato suonare ed è stata piacevolmente sorpresa dal nostro live. Abbiamo così instaurato un rapporto di amicizia e stima musicale sia con lei che con il marito e produttore Sixpm (con il quale abbiamo anche scritto Sulle Nuvole). Le abbiamo fatto ascoltare i nostri primi provini dell’album e lei ci ha chiesto di scrivere qualcosa su Blu, dando così la sua versione della ricerca dei suoi sogni nel cielo.

“Non lo-fi” sembra essere un viaggio emotivo attraverso le strade di Salerno. Qual è il significato personale di questa canzone per voi come band?

Il brano è nato una notte mentre eravamo in studio a provare a scrivere cose nuove. Avevamo bisogno di qualcosa di nuovo ma soprattutto qualcosa che ci rispecchiasse completamente. Non lo-fi che è stato uno dei primi brani scritti rappresenta esattamente un momento di totale immersione nella musica; giorni interi passati a sperimentare in studio che hanno portato a una nuova forma alla nostra musica di cui siamo molto soddisfatti. Forse un’immagine che ci ha sempre evocato Non lo-fi è il viaggio in auto, in una mattina invernale lungo le strade della città fino a superare gli ultimi palazzi di Salerno per poi arrivare al mare.

“Neve” evoca sensazioni di sospensione e nostalgia. Cosa volete che gli ascoltatori percepiscano ascoltando questa traccia?

Da noi a Salerno è raro che nevichi, quindi abbiamo sempre associato la neve a un momento unico di felicità. La neve ci porta in mente nostalgia, ricordi, infanzia. È come se, quando nevica, il tempo si ferma e tutto assume un atmosfera di sospensione, tema centrale del disco. In questa canzone cerchiamo attraverso la neve questa atmosfera di sospensione, infatti il ritornello dice: “Vieni come puoi, ti aspetto dove vuoi, solo dolce neve”.

Il vostro brano preferito tra quelli inclusi in “A Mezz’Aria” e perché?

Probabilmente proprio Blu, per la sua immediatezza e spontaneità. Il brano è rimasto praticamente invariato fin dal suo concepimento, scritto in 10 minuti con un microfono e una chitarra. Ci ha permesso poi di poter collaborare con un’artista come Rose senza nessun secondo fine, abbiamo semplicemente condiviso le stesse emozioni sulle stesse idee.

Guardando al futuro, quali sono i progetti dopo l’uscita di questo album e cosa possiamo aspettarci dal prossimo capitolo degli Yosh Whale?

Ora vogliamo sicuramente portare in giro le nostre canzoni e suonare tanto, in giro per tutta Italia. È una cosa importantissima per noi e diamo il nostro meglio durante i live. Durante i live infatti cresce anche molto la nostra creatività, quindi sicuramente metteremo giù anche qualche nuova idea. Speriamo di vederci sotto qualche palco!