Il bouquet di Marsali

1. Ciao Marsali, benvenuta su Gli artisti della critica! Come stai?

Ciao ragazzi e grazie per avermi dedicato questo spazio per parlare un po’ della mia musica. 

Sto bene dai, venerdì è uscito il mio ultimo singolo, sono in fase di preparazione per le date estive… diciamo che c’è fermento ecco!

2. Come hai fatto a trovare la tua voce artistica e a definirla?

Bellissima domanda… Posso confessarvi che è stato un percorso non troppo facile quello che mi ha portato alla mia identità artistica. Ho sempre cantato, fin da piccolissima e ho iniziato a scrivere all’età di 13 anni. Ho cambiato tanti vestiti da allora, un po’ per seguire i trend del momento, un po’ perché si sa per diventare adulti bisogna correre, inciampare, scoprirsi, scomporsi e poi abbracciarsi. Nel mio primo Ep“Bouganville” uscito ad Aprile 2022 racconto la mia storia, i miei ricordi e le mie radici con sonorità Bedroom Pop forse richiamando anche un po’ il mio background musicale dell’adolescenza.

Con “Bouquet” però ho voluto consacrare un nuovo inizio musicale più maturo e soprattutto più libero da alcuni paletti che imponevo a me stessa, con “Bouquet” mi sono ufficialmente abbracciata veramente. 

3. Quali sono le sfumature musicali che hai voluto esplorare in “Bouquet”? 

Tramite Bouquet sono voluta tornare ai tempi in cui mi approcciavo alla musica ascoltando quasi per osmosi i dischi jazz di papà dalla mia cameretta, sono voluta tornare a quel sound caldo, legnoso, colorato, sorridente, a quel groove che mi fa alzare dalla sedia per ballare all’improvviso. Ho pensato a cosa succederebbe se Harry Styles incontrasse Alicia Keys e Lucio Dalla in una stanza, sai che quadro folleuscirebbe fuori. 

4. Come hai deciso di collaborare con NiCOLA MAROTTAper scrivere la canzone?

NiCOLA è la metà di Marsali, in tutto e per tutto. Oltre ad essere mio compagno nella vita è mio compagno musicale in questa avventura bellissima come autore e produttore. 

Con lui è nato tutto dal principio, dalla scelta dei suoni alla scelta delle immagini da evocare. Non è affatto semplice trovare una compatibilità tale nel lavoro soprattutto quando si è legati da un sentimento. Creare con lui invece mi riconcilia proprio con la parte più profonda di me. 

Lui c’è sempre stato, dal giorno zero e gli devo tanto. 

5. Come hai scelto il titolo “Bouquet” per il tuo nuovo singolo? 

Ricordo solo che stavo cucinando e ho pensato “voglio scrivere una canzone che si chiami BOUQUET”. Non erano fiori di zucca in padella giuro, non so cosa mi abbia portata lì con la testa. Forse poco prima uscendo di casa mi ero fermata a guardare le vetrine di una fioraia, cosa che faccio spesso da sempre. Guardandomi meglio dentro poi ho capito che avevo bisogno di scrivere delle mie paure e di trasformarle in fiori.

6. Qual è stata la tua ispirazione per il nuovo singolo “Bouquet”?

Sono stata ispirata musicalmente da un brano di Harry Styles, “Daylight”. Quel groove deciso ma allo stesso tempo malinconico mi è entrato nello stomaco da subito. Dopo qualche giorno mi sono messa al piano e ho trovato una sequenza di accordi che mi ricordasse la mia insoddisfazione nei confronti del presente ma contemporaneamente la mia proiezione incerta verso il futuro. A livello testuale “Bouquet” è la promessa di chi ha una paura folle ma giura di provare a saltare oltre l’ostacolo, è una speranza che nasce sotto la pioggia ma permette alla primavera di sbocciare.

7. Come hai lavorato sulla produzione del brano?

La produzione l’ha curata interamente NiCOLA MAROTTA e l’ha fatto alla perfezione. E’ riuscito a ricreare un giardino colorato che mettesse in risalto la mia voce ma che rendesse il contorno di grande fascino. La cosa più bella di questa prodsecondo me è che si distanzia nettamente dal mainstream a cui siamo abituati ma non puo’ essere definita antica, vecchia. NiCOLA è stato innovativo e poi da tempo sognavo un brano con le trombe, ce l’abbiamo fatta. 

8. Cosa ti aspetti dal tuo nuovo singolo “Bouquet”?

“Bouquet” è stata consacrata, ancor prima dell’uscita, sul palco di Musicultura. 

Per noi già questo è stato un grande risultato perché in un periodo in cui il mondo della musica è sempre più trafficato e saturo, potersi in qualche modo distinguere è davvero un traguardo speciale.

Da quel palco questa canzone mi ha accompagnata e mi accompagnerà nei live e devo dire che in scaletta è uno dei momenti che preferisco: vedo le persone ballare, cullarsi, come se anche le loro paure insieme alle mie diventassero un unico bouquet colorato. Quindi cosa mi aspetto dal mio nuovo singolo? Che possa rapire più cuori possibili e che possa ricordare loro quanto la vita sia sempre più potente del nostro timore di affrontarla.

9. Quali sono i prossimi progetti che hai in mente per la tua carriera artistica?

Ho dei brani nuovi che vorrei far uscire, sento parlino di me proprio bene, però l’artista emergente deve sempre far conto di tante dinamiche logistiche, economiche, organizzative, che spesso nemmeno dipendono da lui. Sicuramente voglio continuare a credere in questo progetto perché scrivere e cantare nella vita sono le cose che mi riescono meglio e poi voglio imparare a perdere un po’ il controllo di tutto per godermi meglio il viaggio e lasciare alla vita, nella sua imprevedibilità e bellezza, il potere di mischiare le carte. Intanto ci vediamo ai live questa estate!

10. Infine, cosa vuoi dire ai tuoi fan che attendono con ansia il tuo nuovo singolo?

Grazie perché riconoscete nella mia musica anche un po’ delle vostre macchie che si fanno colore. 

Grazie perché vi prendete del tempo per guardarvi dentro. 

Non vedo l’ora di farvi sentire qualcosa di nuovo, 

nell’attesa spero non diventiate allergici ai fiori. 

A presto!