Il rock degli Scile con la pungente “Ti ho perso”

1) Buongiorno ragazzi e ben trovati su “Gli artisti della critica”…come state? E’ un periodo
molto bello per voi.

È un periodo ricco, pensiamo che quando vi è interesse per i nostri lavori, possiamo ritenerci
soddisfatti.
2) E’ un tema spinoso quello che affrontate con “Ti ho perso” perché evidenziate un
problema che sta attanagliando sempre di più la popolazione, specialmente i giovani.
Siamo sempre di più connessi in un mondo virtuale fatto da standard non reali che influenza
le nostre relazioni in modo considerevole. Cosa è accaduto?

Fondamentalmente niente, credo che la riflessione che abbia fatto scaturire l’idea per il
brano è nata durante il periodo di pandemia, le persone hanno usato e forse abusato dei
social tanto da alienarsi ancora di più dalla realtà e se per un verso questo mezzo ha potuto
regalare dei momenti ludici, per l’altro ha contribuito scambiare l’idea di sociale con social,
tutto questo mosso dal fatto che vi era il lockdown, va comunque detto.

3) Ho parlato con numerosi frequentatori di concerti e ho chiesto: ma voi…riuscite ad
emozionarvi ancora come riuscivate ad emozionarvi dieci anni fa e mi hanno detto che è
come se si fosse creata della distanza tra loro ed il palco. E’ una cosa che vi fa paura?

Certo! Uno degli aggettivi che più ci contraddistingue è l’empatia, amiamo il contatto con il
nostro pubblico. Forse “Ti ho perso” è un brano che nasce per evitare tutto questo, tenuto
conto delle possibilità.
4) Credete che sia per questo che la qualità della canzone nel mondo si sia abbassata?
Che si preferisca la musica catchy e virale come quella che gira su Tik Tok invece che il
testo che faccia riflettere?

Credo che il livello si sia abbassato per via dell’aspetto commerciale, alcuni talent hanno
contribuito molto, soprattutto negli ultimi dieci anni.
5) Come avete lavorato alla produzione di questo singolo?
È nata per caso, durante il lockdown, è stata scritta tutta al pianoforte, ma ascoltandola
volevamo qualcosa di diverso, non propriamente pop, tantomeno estremamente Rock, con il
contributo del produttore artistico Antonio Marcucci abbiamo ottenuto l’idea che volevamo
realmente.


6) La creazione di un videoclip è un qualcosa di profondamente creativo ed artistico. Quali
sono gli step che avete compiuto per realizzarlo per questo singolo?

Avevamo diverse idee a riguardo, ma cercavamo qualcosa che restasse nel tema “Virtuale”
ed insieme alla “Bad Boss productions” di Francesco Stoia e il regista Jako siamo riusciti
nell’intento.

7) Presto arriverà l’estate: siete curiosi di assaporare l’affetto del vostro pubblico, magari, in
una località turistica? Si dice che i turisti, forse, ascoltino con il cuore…

Noi viviamo in una località turistica “Matera”, chiaramente oltre a suonare in “casa” ci stimola
enormemente restare on the road. Suonare davanti ad un pubblico è meraviglioso in
qualsiasi contesto.
8) Grazie mille, per aver risposto alle mie domande. Alla prossima!
Grazie a voi! Stay Rock