Il tormento di Cate in “Stracci”

E’ uscito il nuovissimo singolo che parla del tormento di una relazione in bilico in una ballad slow tempo e malinconica.

NICHOLAS:
Buongiorno a tutti e benvenuti su Gli Artisti Della Critica, oggi sono in compagnia di Cate che ci presenta il suo nuovo singolo “Stracci”. Come stai? E come stai vivendo questo momento super creativo?
CATE:
Bene, sto bene, raffreddore a parte. Sono felice e come sempre sto scrivendo e registrando tanto. Sono
piena di idee e progetti.
NICHOLAS:
Sei giovanissima e quindi mi domando, com’è nata la tua passione per la musica?
CATE:
Allora, i miei mi hanno praticamente costretta a suonare il pianoforte quando ero piccola. Poi però ha
iniziato ad interessarmi di più la chitarra, quindi ho smesso con il piano e ho iniziato con quella da
autodidatta, e poi a forza di suonare e fare cover di altri ho iniziato a scrivere i miei primi testi.
NICHOLAS:
È uscito il tuo nuovo singolo “Stracci” che parla del ricercare un equilibrio sul filo dell’amore, perché si è
sempre in bilico. Come si fa a non cadere?
CATE:
Ottima domanda… in realtà, più che parlare di una relazione sentimentale, “Stracci” è un brano molto
introspettivo. L’altra persona non è appunto qualcun altro, ma sono io, parlo della relazione che ho con me stessa, che può anche definirsi una relazione che presenta amore e odio, un sacco di sentimenti tutti
insieme. Secondo me, il segreto per stare meglio sta nel riuscire a trovare un equilibrio tra tutti i fattori che entrano in gioco quando si sta in una relazione.
NICHOLAS:
Come avete lavorato alla produzione di questo singolo?
CATE:
Io l’ho scritto inizialmente con piano e voce, poi è diventato un passo chitarra e voce, infine con il mio
produttore sono stati aggiunti suoni molto più urban, quei bassi quasi da brano rap. È venuta fuori una
figata ecco.

NICHOLAS:
È uscito un po’ di tempo fa anche un altro singolo che ha riscosso un ottimo successo, ossia “La mia
generazione”. Di che cosa parla?
CATE:
Eh… parla di un sacco di roba. Sono tutte quelle tematiche problematiche che ho io, come molti ragazzi e
ragazze che conosco. Molte persone che conosco soffrono di ansia, attacchi di panico, autolesionismo…
sono quindi tutte quelle cose che io ogni giorno vedo e vivo d’empatia, ma che le generazioni a noi
precedenti non vivono fino in fondo, non se ne rendono conto. Quindi il brano è inizialmente nato come
sfogo, poi è diventato quasi manifesto del fatto che come generazione non siamo bene.
NICHOLAS:
Io riscontro il fatto che spesso e volentieri questi disturbi provengono da un trauma generazionale, ovvero che è stato permesso da dei comportamenti malsani che sono stati appresi dai propri genitori o comunque da figure importanti. Quindi ti chiedo, secondo te è necessario intraprendere anche un percorso di psicoterapia per riuscire a lavorare su se stessi?
CATE:
Io penso che tutti, piccoli e grandi, potrebbero stare meglio se fossero seguiti in analisi da uno psicologo. Se necessario? Lo psicologo secondo me “cura” quello che sarebbe meglio prevenire. Ad esempio, io critico molto il sistema scolastico perché penso che sia fondato su dei principi che fanno stare male lo studente, non c’è comprensione, non c’è flessibilità, d’altronde noi siamo tutte persone diverse a cui viene chiesto di fare la stessa cosa, e veniamo valutati su cose sbagliate secondo me. Per esempio, studiamo molto a memoria: ci sono persone che hanno più memoria e persone che ne hanno meno, persone che non hanno difficoltà a parlare e persone che hanno ansia alle interrogazioni… ecco, andrebbe aggiustato il mondo, non i ragazzi.
NICHOLAS:
Tu lanci anche un tema interessante perché io mi rendo conto che questo argomento arriva anche a noi
adulti perché quando ci inseriamo nel mondo del lavoro c’è sempre la parola “competizione”, quindi
sicuramente questa cosa parte da lì e arriva fino a qui.
CATE:
Sì sicuramente, perché uno esce dalla scuola e viene buttato In un mondo in cui tutto è una gara, siamo una società nella quale tutti sono contro tutti. È un “io vinco e tu perdi”, non esiste un “lavoriamo insieme”, una vittoria che non comporta una sconfitta altrui.
NICHOLAS:
Salviamoci tutti! Quali sono i progetti futuri per una ragazza che comunque ha tantissimo da costruire?

CATE:
Io sto studiando canto perché a livello tecnico ho ancora tantissimo da imparare. Scrivo ogni giorno perché mi viene naturale e sto già lavorando ad un EP, quindi magari l’anno prossimo uscirà qualcosa. Però sì, studio, scrivo e canto.
NICHOLAS:
Presenterai in live questo nuovo EP? Dato che è ciò che desiderano tutti i cantanti cantare dal vivo.
CATE:
Sarebbe bellissimo, ancora non se ne parla perché è ancora tutto in elaborazione. Però sì, non appena ne
avrò la possibilità lo farò.
NICHOLAS:
Io ti ringrazio infinitamente per aver risposto alle nostre domande, sei stata gentilissima e ti auguro davvero un in bocca al lupo per il futuro!
CATE:
Grazie mille, ciao!
NICHOLAS:
Ciao!