Joelle, la stella di X-Factor presenta “Sopravvisuti”

Nicholas: Buongiorno a tutti e benvenuti su “Gli artisti della critica”, sono in compagnia di Joelle che ci presenta sia la sua esperienza ad X-Factor che il suo singolo “Sopravvissuti”. Come stai e come sta vivendo questo periodo elettrico?

Joelle: Ciao a tutti, io sto bene!  Mi sto riprendendo perché come hai detto è stato un periodo abbastanza elettrico.

E’ stato un momento, dopo l’eliminazione difficile dato si è abituati a cantare tutti i giorni e a stare con belle persone facendo musica e tornare un po’ alla realtà potrebbe demoralizzare perché ti ritrovi nuovamente nella tua cameretta da dove sei partito con le persone che mi hanno sempre voluto bene al mio fianco facendo progetti ma rimanendo sempre con i piedi ben saldi a terra, infatti anche oggi sono in studio a produrre nuova musica  e adesso infatti anche oggi sono in studio per produrre nuova musica e non vedo l’ora di condividerla. Ho capito che è questo che voglio fare nella mia vita.

Nicholas: Partiamo un po’ dall’inizio. Come è nata la tua passione per la musica?

Joelle: La mia passione per la musica è nata da piccolina, ed il primo ricordo che ho è che mio papà e mia mamma mi regalarono un microfono giocattolo con cui io cantavo tutto il tempo. Inventavo anche delle canzoni. Hai presente quando i bambini cantano parole a caso? Ecco, ero io. 

Diciamo che la mia passione è nata quando sono nata io e si è sviluppata perchè io sotto invito di mia cugina sono entrata in un coro di voci bianche.

Dopo ho iniziato a prendere anche lezioni di canto singolarmente e da lì è nato tutto.

Nicholas: X Factor è sicuramente un’esperienza unica per un artista, ma anche molto formativa. Cos’hai imparato da un’esperienza così unica?

Joelle:  Io non mi sarei mai immaginata di poter entrare con le mie forze in quel programma. Ti insegna un sacco di cose

Principalmente comunque ti fa capire se è quello che veramente vuoi fare perché è una sfida dopo l’altra, settimana dopo settimana, e ti fa capire che è un po’ come esibirsi davanti a tante persone.

Quindi capisci veramente se sei pronto per poter cantare per altre persone, e non solamente per performare e ti da una carica che solo i cantanti hanno quando vanno in tournee.

Ad esempio io non ho mai utilizzato le in-ear, e lì ho imparato cosa sono e senti il metronomo nelle cuffie finchè c’è la base.

Mi ha insegnato tante piccole cose molto utili, come il stare a contatto con i professionisti del settore.

Però secondo me l’insegnamento più grande che ti può dare X Factor è innanzitutto di  mantenere i piedi per terra perché è una bellissima esperienza, ma come ogni cosa termina come si è visto alla finale.

Quindi devi essere consapevole della persona che sei e pensare ai progetti futuri e soprattutto è una prova per capire se ami veramente tanto la musica, anche di più della tua vita e quindi devi prenderla veramente come un lavoro.

Nicholas: Ti  è stato regalato secondo me un inedito davvero bellissimo che si intitola “Sopravvissuti” scritto da una delle penne emergenti più valide, “Ginevra”. Come è stato cantarlo la prima volta della tua vita?

Joelle: Non è stato il mio primo inedito che ho cantato perchè sono una cantautrice però  è stato molto emozionante perché già dall’inizio mi aveva colpito moltissimo la scrittura di Ginevra perché è molto simile a come scrivo io ed a come come vorrei scrivere in più io Ginevra l’ascoltavo.

È bello sapere di poter avere un inedito scritto da una persona che senti tra virgolette vicino a te, specialmente per come scrive e anche per come canta, per le sonorità che lei usa diciamo è quindi è stato emozionante. Un regalo. E poi con Ginevra mi sono sentita perché non avevo mai avuto il coraggio di scriverle però appena ho sentito appunto che l’aveva scritto lei l’ho contattata per ringraziarla.

Nicholas: Ti volevo chiedere se nei prossimi brani ci sarà sempre questo mood molto semplice e vero oppure cambierai qualcosina?.

Joelle: Sì, perché comunque mi piace sempre essere vera!

In quello che scrivo scrivo cose che sento vicino a me, quindi vicino al mio cuore.

Forse la sonorità sarà diversa perché è appunto quello che vorrei portare è leggermente diverso.Però non nego il fatto che ci possano essere anche dei brani simili, magari solamente in versione chitarra e voce perché ne ho scritti tra l’altro adesso due che sono forse un pochino tristi e però mi piacciono molto, quindi mi piacerebbe, magari in un futuro poterli carica su Spotify o su Youtube.

Adesso si vedrà perché secondo me comunque un artista, deve variare, deve spaziare in base anche a quello che sente nel momento, ovviamente tenendo la direzione logica di quello che va a fare, però mostrare anche piu’ sfaccettature di se stesso, perché la musica è il mezzo più potente che noi abbiamo per esprimerci.

Nicholas: Ci sarà occasione per sentirti dal vivo? 

Joelle: Lo spero davvero tantissimo, stiamo producendo moltissimi inediti. Sarebbe meraviglioso perché per me il contatto con le persone è proprio bello da coltivare.

 

Nicholas Tasin