La scossa di “Tutto in un brivido” di Cristoforetti

1. Ciao Michele, benvenuto su “Gli artisti della critica”! Dopo oltre 500 concerti e aver aperto per 3 volte i live di Vasco Rossi, hai appena pubblicato il nuovo brano “Tutto in un brivido”. Quali sono le principali fonti di ispirazione per la tua musica e per questo nuovo singolo?

Grazie a Voi per lo spazio! 

Guarda le fonti di ispirazione non mancano mai. Sto chiudendo ora una produzione che è nata nel periodo di “Tutto in un brivido”, mi piace molto e sarà una collaborazione differente anche a livello video, il titolo è “Sei una Stronza”, nulla di personale ovviamente…

Per proteggermi dalla mia “paranoia creativa” e placare il conflitto con il tempo devo sempre avere più progetti sul tavolo… questo mi impedisce di cedere all’inclinazione persuasiva del raggiungimento breve e diretto del progetto.

Ho scritto un altro brano in queste ultime settimane…è molto differente dalle mie ultime sonorità, l’idea è di pubblicarlo a fine estate!

2. “Tutto in un brivido” rappresenta un ritorno al rock italiano più energico. Come descriveresti il sound del brano e come si differenzia dal tuo lavoro precedente?

Ma sai, il rock è quel gioco che non finirà mai…

Quel sapore che accompagna tutta la tua vita…È anche la nostra “stanza dei bottoni”, la tua verità, la risposta che non ostenta ad arrivare.

La sento a livello sensoriale soprattutto con il pubblico, la complicità, il coinvolgimento, l’eccitazione che genera e i sensi che si fondono.

Oltre ad uno stile di vita, vera, libera, spudorata rispetto al target, un vero privilegio, un’opportunità unica.

Per questo brano mi son spostato su quando registravamo in garage tra attrezzi e saldatrici con gli amplificatori…volevo capire se era solo una mia bella percezione o se anche la gente che mi segue lo avrebbe accettato nonostante le ultime produzioni erano nettamente più elettronica e chitarre più delicate.

Ma mi piace prendermi qualche libertà soprattutto in questo periodo per me molto particolare.

3. Il video del brano si apre con un monologo interpretato da Diego Spagnoli. Come è nata l’idea di includere questo monologo nel video e qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso le parole di Diego?

Con Diego dopo essere stati ospiti di Vasco Rossi l’anno precedente su ben tre dei suoi palcoscenici si è instaurato un bel rapporto di stima e simpatia reciproca.

Per me è un mito, ovviamente, i suoi monologhi improvvisati mi hanno affascinato da sempre durante i concerti e anche nei dischi di Vasco.

Rivedendolo durante l’autunno insieme a Vanessa Grey (mia manager) abbiamo spinto sul tasto dei sogni e la ricerca della felicità… indipendente da quanto sia ripida la strada, spesso i limiti vengono imposti da noi o da quello che respiriamo in società.

4. Il testo del brano parla di libertà e di rottura contro un sistema che non concede passi falsi. Qual è il messaggio principale che vuoi comunicare attraverso la tua musica e l’atteggiamento ribelle che ti contraddistingue?

Io penso che bisogna essere quello che si è, sempre e comunque, ela musica deve essere la soluzione, la salvezza, il rifugio!

Quello che vorrei trasmettere artisticamente è che non sono disposto ad piegarmi ai meccanismi vincolanti della discografia, per me la musica è sensazioni, comunicazione, non può avere troppi confini…altrimenti non farebbe nessu rumore!

5. Il video del brano segue la storia d’amore tra un ragazzo e una ragazza che si incontrano su un treno. Qual è il messaggio che vuoi trasmettere attraverso questa storia d’amore?

Volevo trasmettere l’idea che alcune volte siamo portati a vivere delle storie che non abbiamo scelto, ma di sicuro siamo esseri umani proprio perché ci lasciamo questo tipo di libertà e non ci facciamo spaventare dalla bellezza del lasciarci sorprendere. La vita non ci deve assolutamente niente…io sto vivendo un periodo difficile e me ne sto ancora una volta rendendo conto, tutto quello che ci sconvolge spesso ci lascia il privilegio di averlo vissuto e averlo capito, non importa quanto strampalato, pericoloso o avventuroso esso sia.

6. Come hai scelto il regista per il video del brano e come è stato il tuo processo di lavoro con lui?

Giovanni Mocellin è un giovane regista che mi segue anche in tutta la parte live delle ultime 2 tournée.

Mi piace la sua creatività e le sue idee, oltre le camere e le lenti che usa.

Ha già girato il video che uscirà a settembre con l’album, “Esagerato” e in quell’occasione ho capito che potevamo incontrarci anche per questa seconda produzione.

Ci siamo avvalsi della struttura di Corrado Measso di Exformatmovie per tutte le riprese live e gli effetti speciali.

7. Hai  collaborato con Vanessa Grey e Diego Spagnoli per scrivere il monologo che apre il brano. Come è stata l’esperienza di lavoro con loro e come hai deciso di coinvolgerli nel progetto?

È nato tutto da un nostro discorso a tavola, nulla di pianificato, una chiacchierata piena di considerazioni sull’attualità e sulle proposte e possibilità che ci vengono offerte!  Ognuno di noi ha detto le proprie idee, quasi entrati alla fine nel polemico, poi abbiamo deciso di scrivere qualcosa sulla tovaglietta del ristorante che poi abbiamo rifinito in studio di registrazione con Diego e Vanessa.

8. “Tutto in un brivido” è disponibile in radio e in digitale. Qual è la tua opinione sull’industria musicale odierna e come pensi che il digitale abbia cambiato il modo in cui la musica viene distribuita e ascoltata?

Credo non sia cambiato nulla di così colossale.

Son cambiati i mezzi, si sono adeguati ai nostri tempi, penso ci sia molta molta più possibilità di crearsi un pubblico. Ora c’è posto per tutti in questo mondo e con questo modo di creare una struttura sul proprio progetto artistico che vent’anni fa solo con grossi nomi alle spalle sarebbe stato possibile fare!

9. Hai suonato in numerosi concerti e hai aperto per Vasco Rossi diverse volte. Quali sono state le esperienze che ti hanno influenzato maggiormente nel corso della tua carriera musicale?

Vasco mi ha dato l’opportunità di suonare su tre suoi palcoscenici: la Trentino Music Arena, l’ippodromo di Milano e lo Stadio del Conero di Ancona.

A Trento, nella mia casa, sentire il pubblico che cantava “Come Stai” (brano che ho scritto per Chico Forti) è stato davvero commovente per me e per tutta la band. In quell’occasione ho cantato “Esagerato” in anteprima assoluta, l’ho desiderato con tutto me stesso e ne è valsa la pena.

A Milano il pubblico ci ha accolto in maniera inaspettata, saltando con noi già da “Ancora Qui” e poi per tutta la mezz’ora successiva…sono sceso dal palco che ero impazzito dalla gioia, ero talmente felice che penso di avere baciato sulla bocca ogni presente dietro il palco, Spagnoli compreso!

10. Quali sono i tuoi progetti futuri e cosa possiamo aspettarci dalla tua musica nei prossimi mesi? 

Stiamo ultimando una produzione che si chiama “Sei una Stronza”.

Brano che ironizza su quello che accade in una frequentazione che si rivela molto differente da come si era presentata.

La regia sarà in questo caso di Matilda Balconi, una proposta che mi ha gasato molto e che soprattutto non vedo l’ora di proporla dal vivo.

A settembre l’uscita dell’album “Esagerato” con “How you feel” la versione in inglese di “Come Stai” per Chico Forti ed altre sorprese e collaboratori che vi svelerò social durante le prossime settimane.