Lasersight ci presenta il suo singolo “3 puntini”

1) Buongiorno Valerio e benvenuto su “Gli artisti della critica”! Come stai e come stai attraversando questo periodo musicalmente intenso per te?

Buongiorno a voi, grazie mille per l’ospitalità! Sto molto bene grazie! Già puoi dirlo forte sono stati mesi molto intensi sia a livello di live, a febbraio per esempio sono stato a Sanremo a cantare durante la settimana del festival e fare varie interviste, sia per quanto riguarda il nuovo progetto musicale, ma sono molto felice dei risultati raggiunti e del lavoro fatto.

2) Come è nato il progetto “Lasersight”? E perché hai deciso di chiamarti così?

È nato dalla voglia di comunicare un qualcosa che magari non riuscivo a dire, da qui è iniziato tutto ed è sbocciato il mio amore per la musica e lo scrivere. Il nome Lasersight unisce le due saghe cinematografiche che preferisco che sono Star Wars e 007, ed il nome unisce due caratteristiche di queste saghe Laser per quanto riguarda Star Wars e Sight per quanto riguarda 007, che poi Lasersight in italiano significa mirino o vista laser quindi alla fine è uscita anche una parola di senso compiuto. 

3) Qual è l’elemento imprescindibile di ogni tuo brano?

Riprendendo un po’ quanto detto nella domanda di prima è la comunicazione. In ogni mia canzone ci deve essere un messaggio che comunichi qualcosa riprendendo fatti di vita vissuta sia da me ma anche da chi mi circonda. 

4) A ottobre è uscito il singolo “3 puntini”: come è nata la canzone?

In realtà la canzone l’avevo scritta già nel 2017 ma non era stata mai pubblicata perché non mi sentivo pronto, invece poi insieme al mio team di produzione l’abbiamo rivista e svecchiata un po’ nel testo, ed avendo fatto anche io personalmente più esperienze sia di vita vissuta sia di musica, ho sentito e capito che quello era il momento giusto per farla uscire. 

5) Sei riuscito a riempire i famosi tre puntini dietro ai punti interrogativi? Sai dare un consiglio a chi è nella stessa situazione?

Forse sono riuscito a riempire un puntino e mezzo, perché quando penso di aver colmato questi benedetti puntini arrivano altri punti interrogativi che ti fanno ricominciare tutto o comunque non andare avanti. Il consiglio che posso dare è sempre quello di non mollare perché alla fine il bello è godersi il viaggio e non il voler arrivare.

6) Come è stato prodotto il singolo?

Lo abbiamo prodotto in una giornata dalla mattina fino a notte inoltrata perché avevo dei tempi strettissimi perché (piccolo retroscena) l’avevo provato a mandare a Sanremo 2023 ed avevo dei tempi strettissimi per mandarlo. Dopo averlo rivisto col mio produttore ci siamo messi a fare il beat e fortunatamente alla fine tutto è venuto come volevamo ed anche i feedback che ha avuto e continua ad avere sono stati postivi, questo vuol dire che il lavoro fatto è stato buono e questo non può che farci piacere. 

7) Ci puoi raccontare i luoghi dove è stata ideata “FCO” uscita un anno fa?

Proprio ad FCO è nata l’idea del brano perché io in aeroporto ci ho lavorato quindi il titolo è un po’ autobiografico e riprende quel capitolo della mia vita. In più era da tempo che volevo fare una canzone che trattasse il tema del viaggio in tutte le sue sfaccettature, belle e brutte e, dopo essere stato a contatto per molti anni con gente che partiva ed arrivava, era giunto il momento di scrivere questa canzone ed intitolarla FCO. 

8) Quanto è importante per te creare empatia con il tuo pubblico?

Tantissimo! Per noi artisti il pubblico è l’anima pulsante del nostro lavoro e creare una empatia con loro, scrivere e cantare qualcosa con la quale loro si possano immedesimare è la mia aspirazione più grande e cerco di fare questo in ogni canzone ed in ogni live.

9) Porterai – a breve – la tua musica in una dimensione live?

Non appena la nuova musica sarà ultimata e sarà uscita assolutamente si, nel mentre mi sto preparando per essere pronto quando sarà il momento di tornare a calcare i palchi. 

10) Concludiamo con un sogno: qual è l’artista con cui vorresti collaborare?

In realtà ne avrei 3 e sono Max Pezzali e J-Ax essendo cresciuto con le loro canzoni e poi Marracash perché lo reputo un poeta ed amo il suo modo di scrivere.