Le Tendenze pubblicano l’irresistibe “Palloncino d’elio”

  1. Prima di tutto, benvenuti! “Palloncino d’elio” sembra un brano molto emozionante. Cosa vorreste che gli ascoltatori scoprissero di voi attraverso questa canzone?
    Più che scoprire qualcosa di noi ci piacerebbe che tramite la canzone possa arrivare quella voglia di uscire dalle difficoltà della vita. Abbiamo vissuto un periodo molto grigio e depresso, scrivere questo brano ci ha aiutato molto e magari può aiutare anche altre persone.
  2. Che tipo di emozioni sperate di evocare nei vostri ascoltatori quando ascoltano “Palloncino d’elio”?
    Speriamo di poter dare un abbraccio musicale a tutti coloro che hanno bisogno di trovare speranza, forza e libertà.
  3. Ci raccontate come è nata l’idea di scrivere una canzone sul tema di “Palloncino d’elio”?
    Dovete sapere che Daniele (cantante e chitarrista) ha nel suo “bagaglio culturale” una laurea in chimica, questo lo ha aiutato a creare un collegamento artistico tra il nostro modo di reagire agli eventi difficili della vita e i gas nobili che invece non reagiscono mai (o quasi!), da qui nasce la domanda: come fanno questi gas a prenderla sempre easy ?
  4. Come è stata l’esperienza di lavorare su questa canzone in vari luoghi, tra cui Milano, Bologna e durante il Festival di Sanremo? Qual è stato il contributo di ciascun luogo?
    Il brano nasce nella sua forma Basic Chitarra\voce\batteria nei nostri Saigood Studios, poco dopo abbiamo iniziato a suonarlo in Piazza Duomo a Milano.
    La strada ci ha aiutato moltissimo a creare il sound del pezzo perché ci ha permesso di legarci sempre di più al suo significato e di osservare la reazione delle persone che ascoltavano per la prima volta la canzone, se dovessimo dirti il contributo dei luoghi in termini emotivi potremmo dire che: Milano ci ha dato ritmo e movimento, Bologna speranza e festa, Sanremo Libertà.
  5. Potreste condividere qualche dettaglio sulla vostra collaborazione con il Maestro Loris Ceroni? In che modo ha influenzato il vostro approccio musicale?
    La collaborazione con Loris Ceroni nasce proprio a Sanremo durante il festival, mentre stavamo facendo una pausa tra un pezzo e l’altro dopo quasi un’ora di concerto è venuto a chiederci se potevamo fargli sentire una canzone nostra cosi abbiamo pensato subito a “Palloncino d’elio”. Il brano gli è piaciuto molto e ci ha invitati ad andare nei suoi studi di registrazione, al seguito con noi c’erano anche Daniele Silvestri (Dsonthebeat) e Federico Vincenti che hanno dato un contributo molto importante nel processo di registrazione.
  6. Avete menzionato la registrazione in presa diretta senza metronomo. Come questa scelta ha influenzato il suono e l’atmosfera di “Palloncino d’elio”?
    Abbiamo scelto di suonare senza metronomo e in presa diretta per poterci sentire liberi da ogni riferimento, volevamo che il brano esprimesse al massimo i suoi lati opposti: Forza e delicatezza, per farlo era necessario suonare come se fossimo dal vivo, in strada davanti a un pubblico. Detto sinceramente siamo stati dei pazzi perché poteva venire fuori un disastro e invece siamo tornati a casa felicissimi del risultato, A volte osare non fa male.
  7. Parlate del vostro show interattivo a Milano del 13 ottobre. Quali sorprese hanno vissuto i vostri fan?
    Il Release Party di “Palloncino d’elio” è andato Sold Out Tre volte, francamente non ce lo saremmo mai aspettati.
    É stata una vera e propria festa dove ogni persona all’ingresso ha ricevuto un palloncino sul quale ha disegnato una faccina abbinata ad una frase, per fare un esempio: “=( Basta ansia”. Questo è stato fatto perché nel momento clou del live, abbiamo chiesto a tutti di saltare e lanciare via queste emozioni negative tramite i palloncini. Ci teniamo a ringraziare il Salone 14 che ci ha ospitati per ben due Release Party e tutte le persone che hanno iniziato a seguirci durante le nostre avventure in strada, che ci dimostrano il loro affetto anche nel nostro habitat, i club.
  8. Il brano menziona la fortuna di essere qui. C’è un’esperienza personale che volete condividere in merito a questa fortuna?
    Quando si vive la depressione, non si riesce a vedere la bellezza che c’è nelle cose, nelle persone, negli avvenimenti, anche se negativi hanno sempre qualcosa di importante da insegnarci. Non è forse un dono riuscire ad ‘essere qui’?
  9. Come descrivereste l’evoluzione del vostro stile musicale da brani precedenti come “Arco della Pace” e “Me Gusta l’Oroscopo” a “Palloncino d’elio”?
    Grazie alla produzione di DSonthebeat siamo ripartiti dall’essenza e Arco della Pace ha un sound che va dritto all’osso, infatti nella canzone suonano 3 strumenti: chitarra, batteria, voce. Poi con Me gusta l’Oroscopo e soprattutto Palloncino d’Elio siamo andati ad arricchire un po’ il sound mescolandolo con qualche synth e il basso; altri strumenti che suoniamo ed adoriamo!
  10. Infine, potreste anticipare alcuni dei vostri prossimi progetti musicali e le vostre aspirazioni artistiche per il futuro?
    il 12 novembre abbiamo suonato nel Fan Village del Pala Alpi Tour di Torino per gli ATP Finals world series di tennis. Esperienza molto divertente!
    Tra il 23 ed il 26 novembre faremo un ultimo giro di suonate in Duomo a Milano, poi vi anticipiamo che ci prenderemo l’inverno per lavorare in studio.