L’energia esplosiva di Kate Klein – INTERVISTA

Benvenuta, Kate! Possiamo iniziare raccontandoci qualcosa sulla tua ispirazione dietro il singolo “In my mind we’re all insane”?

Grazie! In my mind we’re all insane e’ nata durante un periodo di alti e bassi. A Londra era inverni pieno e faceva freddo, stavo lavorando ad un progetto che poi si e’ rivelato tutt’altro. Certi giorni mi svegliavo e mi sentivo potentissima pronta a spaccare il mondo, altri giorni ero proprio in down. Insomma mi sentivo un po’ bipolare ahah! Il mio producer mi ha mandato questo Beat dicendo di essersi inspirato ai Two Doors Cinema. In quel momento ero in studio e appena l’ho sentito, la melodia e’ praticamente uscita di getto. Mi ricordo di essermi sfogata cosi tanto registrandolo, meglio di un Pungiball!

2. Quali sono i dettagli più interessanti o le storie dietro le quinte legate alla creazione di “In my mind we’re all insane” che vorresti condividere con i tuoi fan?

Che la lyrics l’ho scritta quasi tutta camminando da Camden Town a Soho. Non riesco a scrivere seduta. Cammino per ore, mi perdo e registro tutto col cell. 

In my mind we’re all insane puo’ sembrare un pezzo pop innocente ma in realta ha tanti significati nascosti. Un frase che pochi capiscono perché la canto velocissima e’ ‘’Down in Hollywood people chase stars and papers and some say that they love Jesus, in my mind we’re all insane’’. A Hollywood tutti sono alla caccia del contratto discografico e della Stella sulla Walk of Fame.

In generale scrivere sto pezzo e’ stato terapeutico. Se lo canti alla fine dei 2 minuti ti senti meglio.

3. Come ti aspetti che questo singolo influenzi o connetta con il tuo pubblico in un modo particolare rispetto alle tue altre canzoni?

In my mind we’re all insane e’ una ‘’feel good’’ song. Il mio obiettivo e’ quello di dare una botta di vita alle persone, e farle sentire forti e comprese allo stesso tempo. Gli altri pezzi sono più emotional rispetto a questo e più incentrati su relazioni e break ups.

4. Come descriveresti il tuo stile musicale e quali influenze hanno contribuito a plasmarlo?

 Direi Alt-pop. Alcuni pezzi sono più spinti altri meno ma ho una vena alternative nella scrittura. Tra le mie influenze c’e’ lo skate punk, Sum 41, il Metalcore, ma poi anche tanto pop da Kid lari, Post Malone, Bob Dylan, musica country…

5. Hai menzionato un nuovo EP in uscita nel 2024. Cosa possiamo aspettarci da questo prossimo progetto?

Pezzi esplosivi, pezzi personali e vibes nostalgiche. Immagina mettere un cuore in un piatto e infilzarci un coltello!

6. La tua musica spesso affronta tematiche legate alla salute mentale. Come vedi il ruolo dell’arte nella sensibilizzazione su questo argomento?

Quando una canzone riesce a farti sentire al sicuro, allora sai di aver fatto qualcosa di davvero positivo per le persone. Ora più che mai bisogna cercare di riequilibrare questo mood globale, dove tutto e’ una malattia mentale. Bisogna stare attenti a non diventare vittime di se stessi e accettare che ci possono essere dei problemi e stati d’animo scomodi. Certi giorni sei al top, certi giorni sei indown. E’ ciò che voglio fare con la mia musica, far sentire le persone al sicuro ‘’hey va tutto bene continiamo ad andare avanti con forza e coraggio’’. 

7. Ci puoi raccontare di un momento significativo nella tua carriera musicale finora?

Aver scritto per Katy perry a NY, accaduto in modo molto inaspettato. Più recentemente invece, un mio singolo ha fatto buoni numeri in radio Europa e su BBC radio 1 in UK. A dire la verità ogni singolo momento della mia carriera e’ stato significativo. Ogni singolo secondo per me conta al massimo.

8. Quali sono gli artisti o band che hai sempre sognato di condividere il palco?

I Sum 41 che pero si sono appena sciolti! Poi mmm Machine Gun Kelly sarebbe un’altra bella storia!

9. Come è stato lavorare con produttori e collaboratori noti come Bob Cuttarella e Stefano Moro?

Ho lavorato con Bob a NY, la prima volta che sono andata in America. Ho imparato moltissimo, soprattutto di a fidarmi del mio istinto in fase produzione e di enjoy the process. Bob ha lavorato con gente grossissima, da Les Paul a Slash, Sting. Ho notato che mentre si scriveva e produceva aveva una sicurezza nel fare le cose, quella di chi ne ha viste tante. Entri in un altra dimensione, non so come spiegare. 

Io e Stefano ci siamo conosciuti all’inizio delle nostre carriere. C’era molta ambizione e follia.  Abbiamo registrato agli Abbey Road Studios a Londra, esperienza indimenticabile. 

10. Qual è il processo creativo dietro la scrittura delle tue canzoni? Da dove trai ispirazione?

Ho vari approcci. A volte mi arrivano dei beat e scrivo partendo da testi scritti sulle mie notes. Altre volte produco io e parto dalla melodia. A volte mi ispiro ai nomi delle scatole dei cereali anche o dei giocattoli. Free marketing ahah..

11. Hai vissuto esperienze musicali sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti. Quali differenze hai riscontrato nella scena musicale di questi due paesi?

In America puoi fare tutto quello che vuoi, sembra un cliche’ ma e’ la verità. C’e’ un energia che ti invade e ti eleva. In UK c’e’ meno ambizione ma più creatività e sperimentazione. L’America crea prodotti a tavolino.

12. Infine, cosa ti piacerebbe comunicare ai tuoi fan attraverso la tua musica e il tuo percorso artistico?

Di vivere la vita senza rimpianti e combattere per ciò che ami. Dare voce a chi ha avuto una vita difficile o meno fortunati, e ispirare le persone ad essere se stessi e speak their mind!