Luca Re ci presenta il nuovo singolo “Stavo per perdermi”

1. Ciao Luca! “stavo per perdermi” sembra essere un brano molto introspettivo e personale. Qual è stata la tua fonte di ispirazione per questa canzone e cosa speravi di comunicare al tuo pubblico attraverso di essa?Ciao! Assolutamente, lo è.
Quando ho scritto questo brano la mia unica fonte di ispirazione è stata ciò che stavo vivendo in quel momento.
La musica per me è sempre stata una valvola di sfogo e in questo pezzo ho tirato fuori quello che sentivo dentro, volevo che le persone potessero percepire il mio stato d’animo e la mia sincerità nel raccontarlo, spero di esserci riuscito.

2. “stavo per perdermi” è descritto come un inno ad essere e credere in se stessi. Qual è il messaggio principale che speravi di trasmettere attraverso questa canzone e come questo si lega alla tua esperienza personale?Viviamo in una società in cui i social occupano uno spazio importante, di conseguenza ogni giorno abbiamo la possibilità di fare vedere le cose che facciamo e di vedere ciò che capita agli altri e quasi sempre vediamo la faccia bella della medaglia.
Mettermi a “paragone” costantemente con le altre persone è una cosa che spesso mi ha fatto stare male, mi sembrava sempre che gli altri facessero mille cose in più di me e che ciò che facevo io non bastasse mai.
Con questa canzone volevo trasmettere alle persone l’importanza della nostra unicità, ognuno con i propri tempi, il proprio percorso e i propri ostacoli.
Riprendo le parole del ritornello perché sono più bravo a spiegarmi in musica: “qui vogliono tutti assomigliarsi e poi non rimane più niente da darsi, ma allora a cosa serve? Se non rimane niente”
Pensare a questo mi ha fatto sentire meglio e mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo e volevo trasmettere questo, il mondo è bello perché siamo diversi e siamo unici e la vita non è una gara a chi arriva prima al traguardo.

3. Il tuo ultimo EP, “UMORE”, affrontava le complicatezze e la bellezza degli stati d’animo umani. Come questo nuovo singolo si collega al tema dell’umore e quali differenze o evoluzioni possiamo notare rispetto ai tuoi lavori precedenti?

Sicuramente le emozioni che ho provato nel periodo in cui ho scritto questo brano condizionavano molto il mio umore.
Vivo la musica in modo molto viscerale, non nascondo e non maschero nulla, per questo il progetto “UMORE” in un certo senso farà sempre parte della mia musica e dei miei testi.
Parlando di evoluzione non ho in mente qualcosa da segnalarti in particolare, “stavo per perdermi” per mia volontà segue ancora il mood di “UMORE”, io e il team con cui lavoro cerchiamo di sperimentare continuamente e spero si senta un’evoluzione generale costante.

4. La tua musica è descritta come un tentativo di entrare in una connessione intima con chi ti ascolta. Come cerchi di raggiungere questa connessione attraverso la tua musica e quali emozioni speravi di evocare nei tuoi ascoltatori con “stavo per perdermi”?Probabilmente sarò ripetitivo ma credo che l’unico modo per entrare davvero in contatto con chi ascolta sia essere sincero, nella musica come nella vita non utilizzo filtri per parlare di me, mi piace essere semplice e diretto e allo stesso tempo apprezzo molto chi riesce a farlo.
Con questo brano volevo dare motivazione e speranza, mi piace immaginarlo come l’abbraccio di un amico che non prova vergogna nell’ammettere una debolezza ed è pronto per ripartire più determinato di prima.

5. “stavo per perdermi” è il primo pezzo ad uscire dopo un periodo di pausa. Qual è stato il motivo di questa pausa e come ha influenzato il tuo processo creativo per questo nuovo brano?L’anno scorso sono usciti dieci brani ed è stato bellissimo ma allo stesso tempo stancante.
Per quanto fermarsi faccia sempre un po’ paura ne avevo bisogno, sia per schiarirmi le idee sia per preparare materialmente il progetto del nuovo anno.
Fermarmi mi ha dato modo di pensare, di guardarmi dentro e capire davvero cosa avessi da comunicare agli ascoltatori in questo nuovo anno. Ovviamente non vedo l’ora di tornare ma la pausa mi ha fatto bene.

6. Programmavi di esibirti dal vivo al Festival di @siamounmagazine il 20 aprile presso il Black Hole di Milano. Cosa possiamo aspettarci da questa esibizione e come si collega alla tua visione musicale complessiva?Si, siamo molto felici di partecipare al Festival e non vediamo l’ora di esibirci.
Dico “siamo” perché non sarò da solo sul palco, con me ci sarà Mett che è uno dei ragazzi del collettivo che abbiamo fondato: Outsoon Collective.
Sono sicuro che ci divertiremo e faremo divertire, il format del festival è molto bello perché ci si esibisce a coppie di artisti, noi saremo insieme a Jemel e i ragazzi sono veramente forti.
Ogni live per me è occasione e motivo di crescita, sia che io mi esibisca da solo sia che lo faccia con qualcun altro, sono pronto e non vedo l’ora di cantare.

7. Parlando della tua esperienza personale, hai affrontato un periodo difficile durante la pandemia che ha portato alla scoperta di te stesso attraverso la musica. Come hai utilizzato la musica per superare queste sfide e come ha influenzato la tua identità musicale?Il periodo della pandemia è stato complicato, una fase in cui ho sofferto molto.
La musica in quel momento è stata uno sfogo e l’appiglio a cui aggrapparmi, non l’ho presa come un gioco.
Mi ha dato modo di distrarmi ma soprattutto di lavorare su me stesso.
Sicuramente è una cosa che tutt’ora mi porto dietro ed è uno dei motivi per cui quando scrivo mi piace toccare il punto più profondo degli argomenti che tratto piuttosto che rimanere in superficie.


8. Ci vuoi parlare di Outsoon? Il collettivo di creativi ideato da te ed il tuo manager?

Outsoon è il collettivo di creativi che ho fondato insieme al mio manager Federico Caon ormai un anno fa.
Al momento siamo in cinque e la cosa bella è che prima di essere collaboratori siamo amici veri.
Con loro oltre a lavorare alla produzione di eventi, in particolare quella di AMORE A MILANO, ho la possibilità di occuparmi della direzione artistica di alcuni progetti.
Lavorare tra di noi è stimolante, la possibilità di avere feedback continui da più menti per me è essenziale, non perché cambio le mie idee in base al pensiero degli altri ma perché ho modo di avere visioni differenti della stessa cosa.
Il collettivo nasce proprio per questo motivo, ovvero darsi una mano a vicenda in un mondo che non è sempre semplicissimo e mi sono accorto che insieme si fa davvero la differenza e soprattutto, ricollegandomi al brano, ci si aiuta a non perdersi

9. “stavo per perdermi” sembra essere una riflessione sulla società attuale e sull’importanza di rimanere autentici e coerenti con se stessi. Qual è il tuo messaggio per coloro che si sentono smarriti o fuori posto in un mondo così anestetizzato?Assolutamente, “stavo per perdermi” è proprio questo.
Essere se stessi spesso è complicato, molte volte più complicato che assomigliare agli altri e conformarsi alla massa, ma non siamo tutti uguali e questo è ciò che ci rende speciali e unici.
Sulla mia pelle ho capito quanta confusione crea provare a omologarsi e a fare le cose che apparentemente sembrano piacere a tutti, e parlo sia in ambito musicale sia nella vita di tutti i giorni.
La verità è che non c’è modo di piacere a chiunque, viviamo vite differenti, abbiamo obiettivi differenti che richiedono un tempo diverso di realizzazione e prima impariamo ad accettarlo e ad accettarci per ciò che siamo, prima potremo stare meglio e lasciare qualcosa di speciale a chi ci sta intorno.

10. Infine, c’è qualche altro progetto futuro su cui stai lavorando o che puoi condividere con noi? Hai nuove musiche in cantiere o altri progetti che i tuoi fan possono aspettarsi di vedere da te?

Certo, la musica è costantemente in cantiere e non vedo l’ora di farvi sentire le prossime uscite.
Quest’anno lavoreremo sui singoli e stiamo cercando di suonare il più possibile live quest’estate, dato che abbiamo molti pezzi da suonare dopo l’uscita del progetto dello scorso anno.
Siamo riusciti a chiudere alcune date che non posso ancora comunicare ma non vedo l’ora di farlo e soprattutto non vedo l’ora di cantare.