Martina Conti ci presenta il suo EP all'”Ultimo piano”

1. Ciao Martina, sembri esprimere molte emozioni diverse attraverso le tue canzoni. “Ultimo piano” sembra particolarmente personale. Ci puoi raccontare di più su come hai affrontato la scrittura di questa canzone?
Ciao! E grazie per l’intervista. Ultimo piano è sicuramente la traccia più intima all’interno dell’EP, perché è quella nella quale (grazie alle persone con cui ho lavorato in studio) mi sono sentita incoraggiata ad esplorare lati della mia personalità che non avevo toccato prima nella mia musica.

2. In che modo la canzone “Disastro Perfetto” si allinea con il tema generale dell’EP? Ci sono particolari esperienze o ispirazioni che ti hanno spinto a crearla?
Diciamo che essendo questo il mio primo EP e avendo di conseguenza molto da raccontare, nella scrittura dei brani non mi sono mai focalizzata su un singolo avvenimento ma piuttosto su delle emozioni specifiche. Proprio per questo tutte le canzoni sono estremamente allineate tra di loro. In particolare, “Disastro perfetto” si riferisce al trovare la persona giusta al momento sbagliato, o anche la persona sbagliata al momento giusto (dipende dai punti di vista).

3. “Acqua in bocca” è una delle tracce inedite dell’EP. Qual è stata la tua fonte di ispirazione principale per questa canzone? Come si differenzia dalle altre tracce presenti?
Questa canzone parla di cose che facciamo, ma tendiamo a voler tenere nascoste. È la traccia più “goliardica” all’interno dell’EP, soprattutto per il modo in cui affronta l’argomento.

4. C’è una canzone nell’EP che ritieni rappresenti meglio la tua identità musicale? E se sì, perché?
“Questa notte piangerò”, perché è la mia traccia preferita.

5. Martina, hai menzionato che “Ultimo piano” racconta le fragilità all’interno di una relazione. Come hai utilizzato la musica e i testi per trasmettere queste emozioni complesse?
In realtà la canzone paragona la vita così come la si immagina da bambini con la realtà dei vent’anni. La realtà è molto più “sporca” rispetto alla fantasia, ma non per questo è peggiore.

6. Come hai affrontato il processo creativo di selezione delle tracce da includere in questo EP? Ci sono canzoni che non hanno fatto parte di questo progetto che avresti voluto includere?
C’è solo una traccia che non è entrata a far parte dell’EP perché mi piacerebbe poterci lavorare in modo diverso in futuro. Per il resto ho tenuto tutto quello che ho scritto perché sentivo rappresentasse a pieno il progetto e quello che volevo comunicare.

7. Guardando al futuro della tua carriera musicale, cosa possiamo aspettarci? Ci sono nuove direzioni sonore o tematiche che stai esplorando?
Ora come ora mi sto focalizzando sull’iniziare a fare dei live, che non ho mai fatto. Mi piacerebbe poter avere un confronto più “diretto” con chi ascolta la mia musica, e perché no, farla scoprire agli altri.

8. Infine, come vorresti che il pubblico percepisca questo EP e quali messaggi o emozioni ti auguri trasmetta loro?
Ognuno è libero di interpretare i brani come meglio crede, e di provare qualsiasi emozione voglia, io mi auguro solo che le canzoni piacciano a chi le ascolta!