Patrizio Trampetti ci presenta il nuovo album “L’ideale”

1. Benvenuto, Patrizio! Cominciamo con un saluto caloroso. Come hai vissuto l’esperienza di creare il tuo nuovo album “L’Ideale” e cosa lo rende speciale per te?

È un’esperienza lunga…tutta una vita, avendo cominciato il mio percorso artistico negli anni ’70. Mi è sempre piaciuto essere fuori dagli schemi, detesto i termini omologazione, globalizzazione e tutto ciò che è legato alla moda del momento, vado in cerca di ideali anche irrealizzabili ma speciali per me.

2. La collaborazione con Claudia Gerini è sicuramente intrigante. Come è nata questa partnership e qual è il significato dietro il singolo “Ciao Luì”?

È nata facendole ascoltare la canzone e chiedendole di cantare in napoletano, esperienza che lei aveva brillantemente affrontato nel film “Ammore e malavita” dei Manetti Bros. Il significato dietro la canzone? Cantavo a 15 anni le canzoni di Tenco e le canto ancora…..

3.  Nel tuo album, hai dedicato una parte significativa alla riflessione sugli ideali. Qual è stata l’ispirazione dietro questa scelta tematica e cosa desideri trasmettere attraverso la tua musica?

Gli ideali danno un senso alla nostra vita. Sul vocabolario “ideale” è indicato come un sostantivo e aggettivo astratto, ma

diventa concreto quando si realizza, e questo è il senso  che cerco di trasmettere nella mia musica: un’emozione ideale.

4. “Ciao Luì” è un omaggio a Luigi Tenco. Puoi condividere il tuo legame personale con la sua musica e come ha influenzato il tuo percorso artistico?

In maniera totale, anche per i suoi turbamenti e le sue fragilità, ero adolescente quando se ne andò e per me è stato un punto di riferimento nell’affrontare il mondo della musica con grande pudore e senza condizionamenti in un ambiente molto effimero e pericoloso…

5. “L’Ideale” è descritto come un viaggio alla ricerca dell’identità in questo momento storico. Come hai integrato musicalmente e poeticamente questa esigenza di sintesi nel tuo percorso artistico?

Appunto, cercare di affermare una propria identità, in una società come quella di oggi così smarrita e incerta e poi mi tutelo: non sono social, non sono Istagram, Facebook al lumicino,Twitter zero assoluto e così via….e uso il cellulare ai minimi termini.

6. Nel corso della tua carriera, hai collaborato con una vasta gamma di artisti. Quali sono le esperienze più memorabili che hai avuto lavorando con figure come Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo e altri?

Tutte nate da una reciproca stima umana ed artistica, la più particolare con Gilberto Gil, che senza neanche conoscermi ha cantato con me senza fregarsene se io fossi uno famoso, ma solo un artista con cui collaborare per una bella canzone.

7. La decisione di dedicare il disco a tua madre è toccante. Puoi condividere di più sul ruolo che tua madre ha avuto nella tua vita e come ha influenzato la tua passione per la musica?

Mia madre era nata in un paesino oltre Eboli, dove Cristo non si è mai fermato, cresciuta in un ambiente claustrofobico e ignorante, poteva cantare solo in casa e venuta a Napoli, diventata mamma, mi ha trasmesso tutto il suo amore per il canto represso per la sua vita da casalinga.

Mi ha consegnato il testimone di questa sua passione e quindi la mia voce è diventata una voce dentro un’altra voce.

8. Nel contesto attuale, come credi che la musica possa contribuire all’impegno sociale e alla riflessione sugli ideali?

La musica di molti artisti ha espresso sempre un impegno per migliorare la società: dai diritti civili, alle libertà, alle parità di genere, quindi ha sempre contribuito all’ impegno sociale. Alla riflessione sugli ideali? Ascoltando questo disco…

9. Essendo un artista napoletano, come pensi che la tua radice culturale abbia influenzato il tuo stile musicale e le tue prospettive artistiche?

Ha influito totalmente. Dai maestri straordinari che ho avuto come Eduardo Caliendo, chitarrista di grande valore artistico e umano, era il chitarrista e arrangiatore di Roberto Murolo nell’ inarrivabile e storica “Antologia della canzone napoletana».

A Roberto De Simone, musicista unico nello studio delle tradizioni popolari e pianista blues… alla città: un misto di scintille fantasiose e a volte orribili.

10. Infine, hai già in mente futuri progetti o nuove collaborazioni che vorresti condividere con i tuoi fan?

Continuare ad avere voglia di fare musica, ma non penso di avere persone con cui condividere questi propositi, non ho fan da accontentare….(ride)

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