Romina Falconi ci presenta il suo nuovo singolo “Maria Gasolina”

  1. Benvenuta, Romina! Raccontaci un po’ di più sulla tua canzone “MARIA GASOLINA”. Qual è l’ispirazione dietro questo brano?
    Grazie!
    È un tema poco usuale per la musica pop, e per questo l’ho vissuta come una sfida.
    Anni fa ho frequentato un uomo più grande di me e con il conto in banca decisamente più brillante del mio. Convivevamo, era una storia seria, ma ricordo gli sguardi che sentivo addosso, le battute. Mi fece impressione il fatto che ancor prima di presentarmi, avevo già scatenato pregiudizi sulle mie intenzioni.
    Mi piaceva l’idea di dar voce nella canzone ad una ragazza decisa, la volevo deliziosa mentre racconta la sua storia, che se ne infischia di quello che pensano gli altri.
    Quanto mi piacerebbe infischiarmene come fa la mia Maria Gasolina!
  2. Puoi condividere con noi il processo di creazione di “MARIA GASOLINA”? Come hai sviluppato il testo e la musica?
    Parto sempre da un tema, non vado mai a istinto, sono iperlogica e se non ho un’idea chiara non riesco a cominciare.
    Il tema in questo caso era: la versione della cacciatrice di dote che punta alla serenità invece che la felicità.
    Una volta deciso cosa voglio affrontare, parto dalla melodia(sempre prima la melodia), e poi il testo.
    In questo caso ho abbozzato il brano. Poi ho creato l’arrangiamento “scheletro”, ovvero: creo il disegno di batteria e aggiungo qualche strumento con Logic.
    Avevo appena conosciuto Roberto Casalino, che ho sempre stimato tanto! È stata la prima canzone che ho scritto con lui.
    Ho passato la palla a “Sua Casalinità”, il quale ha arricchito tantissimo il brano. E poi sono passata da Katoo (il produttore della canzone), che ormai è abituato a sentire i miei “scheletri” e a tradurli in suoni pazzeschi.
  3. Il brano affronta temi complessi come gli amori chiacchierati e le relazioni basate su differenze di età o classe sociale. Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere attraverso questa canzone?
    Con questa canzone, ma in generale con tutti i brani del concept album Rottincuore, che uscirà a breve, è proprio andare a toccare delle corde particolari.
    Sono rimasta colpita dal fatto che siamo tutti connessi sui social e amiamo decantare la libertà, ma poi i giudizi sono feroci se qualcuno liberamente si esprime in un modo sopra le righe.
    Il mio desiderio era di raccontare la versione del “peccatore”, con la sua ombra/particolarità ben in vista. Lo scopo dei protagonisti delle mie canzoni non è di apparire vincenti ma di compiere esattamente quello che ci si aspetta da loro. Le ombre ci abitano e ci abiteranno sempre, qualche volta impariamo ad accettare le nostre e a criticare quelle altrui. Siamo animali sociali ed è normale avere pregiudizi, ma la mia speranza è chiedere all’ascoltatore: davvero pensi che nei panni di questa creatura Rottincuore, col suo passato e con le sue paure, sapresti fare meglio?
  4. Puoi spiegarci il concetto di “do ut des” presente nella canzone? Perché hai scelto di esplorarlo?
    Grazie per la domanda!
    Il Do ut des è quando fai qualcosa per una persona perché vuoi avere da lei qualcos’altro in cambio. E viceversa.
    Ogni rapporto che abbiamo nella vita è un patto. Ad esempio, l’amicizia: ci circondiamo di coloro che definiamo amici perché hanno caratteristiche che ci arricchiscono, che ci completano, che ci piacciono. E i nostri amici ci hanno scelto come tali per gli stessi motivi. I patti fanno parte della nostra vita.
    Quando il patto diventa “contratto”, è diverso.
    Il Contratto nelle relazioni non è visto mai di buon occhio, soprattutto per chi osserva da fuori. Maria Gasolina lo vive il do ut des (si presuppone che il des sia denaro), ma agli occhi del mondo non è moralmente accettato, in quanto la relazione è stigmatizzata come fosse mercimonio.
    Quando ascoltiamo la storia di una persona sofferente, che afferma di essere affettivamente dipendente da qualcuno, ci viene da provare empatia.
    Quando invece qualcuno si presenta abbastanza sicuro di sé, e afferma che preferirebbe autodeterminarsi con un matrimonio di interesse, fa storcere il naso ai più. È dunque considerato disdicevole ‘barattare’ l’amore con il denaro, piuttosto che con la indipendenza affettiva!
    Ma se non c’è costrizione e le parti sono contente, perché dovremmo avere da ridire?
  5. Un altro tema presente in “MARIA GASOLINA” è il “diritto all’ozio”. In che modo vedi l’importanza di ottenere il massimo dalla vita con il minimo sforzo?
    Non ne vedo l’importanza, direi che è un augurio che faccio a me e agli altri. Almeno una volta nella vita.
    Ognuno preferirebbe fare meno sacrifici possibili per ottenere qualcosa. Diciamolo.
    Siamo in una società performante, che ci vuole attivi, prestanti, pronti, “affamati”.
    È ‘na parola, alle volte.
    Il sacrificio viene applaudito sempre. La voglia di fare il minimo ottenendo il massimo invece suona come qualcosa tipica dei furbetti.
    I sacrifici sono una prova del nove divina: se sei disposto a cadere, rialzarti, sudare e sanguinare per un tuo desiderio, allora significa che è davvero una cosa importante per te, altrimenti molleresti e “ciao”.
    Ma quanto mi piacerebbe avere una bella botta de c**o ogni tanto, una di quelle cose pazzesche che capitano per caso senza tante salite, senza tutte queste prove del nove!
  6. Questo brano è parte di un progetto più ampio chiamato “Rottincuore”. Ci puoi dare un’anteprima di cosa possiamo aspettarci da questo progetto?
    È una galleria di peccatori. Non importa se agli occhi di loro stessi o degli altri.
    Sono coloro che sbagliano, che dovrebbero pentirsi, ad una prima lettura.
    Mi affascinano molto di più le persone chiacchierate, quelle che non si mostrano moralmente superiori. Ho un debole per coloro che hanno le crepe ben in vista.
    I rottincuore sono persone che stanno raccogliendo i cocci della loro vita e ogni tanto imparano a riderci su, oppure sono quelli che hanno fatto una scelta che non farebbero gli altri.
    Mi sono un poco rovinata la vita (e anche le nottate), seguendo questo concept, perché non è semplice, ma le cose facili non fanno per me. E allora ben venga l’insonnia, la voglia di studiare alcune ombre e scrivere canzoni e poi i libri delle canzoni, ben venga tutto. Io desidero fare simbolicamente una carezza a quelli che si sono sentiti messi al muro da giudizi e dagli eventi.
    O almeno vorrei poter dire che ci ho provato.
  7. Come hai ideato l’idea del “Rottocalco” che accompagna ogni canzone del progetto “Rottincuore”?
    Mi sono chiesta se 3 minuti di canzone potessero bastare per approfondire certe ombre. La risposta era no. Nelle costole editoriali delle canzoni ci sono le viscere e la parte nerd. Il sacro e il profano. Le risate e le cose tetre.
    Nei Rottocalchi ci sono i macro-temi delle canzoni elaborati da scrittori, da professionisti come l’antropologa Elena Nesti, la psicologa Monia D’Addio e molte confessioni.
    Nel caso di Maria Gasolina si è aggiunta una seconda psicologa: Laura Princivalli. Poi ci sono io che sono il paziente tipo, che piglio il fango della mia vita e lo racconto tra ferocia e comicità.
    Volevo qualcosa che non assomigliasse ad altri prodotti editoriali, qualcosa che fosse “strano” come me. Dentro c’è il fumetto di Marco Albiero, illustratori, c’è un pittore che si chiama Edoardo Del Pero. Sono molto orgogliosa di questo lavoro corale.
  8. Prima dell’uscita del singolo, hai intrapreso un’attività di guerrilla marketing che è diventata virale. Puoi condividere un po’ di più su questa campagna e come è stata ricevuta dal pubblico?
    Gli esperti chiamano guerrilla marketing quello che è un segnale d’impatto in luoghi pubblici oppure su internet, al fine di farne parlare o di lasciare un ricordo forte.
    Io amo chiamarli esperimenti sociali perché questi segnali non svelano l’uscita di un brano, all’inizio.
    Amo affrontare temi particolari nelle mie canzoni, mi sono sempre divertita come una matta a lanciarle in modo non convenzionale.
    Ogni volta che si lancia un segnale, però, non si ha la certezza che funzioni.
    Studio ogni dettaglio ossessivamente. Una volta compiuta l’azione, comincio a tremare perché non ne ho più potere.
    L’operazione Maria e Gastone è andata molto bene e ne sono davvero felice. Ne hanno parlato in tanti. Mi aspettavo i commenti divertiti oppure cattivi sul povero Gastone, che promette alla sua giovane compagna di intestarle tutto.
  9. In che modo la tua esperienza personale e la tua vita hanno influenzato la creazione di questo progetto e delle canzoni?
    La mia vita è tutta lì dentro. Io sono sempre stata l’outsider della situazione, da quando ero bambina.
    Mi sono sentita spesso sola in mezzo a tanta gente. Quando ho realizzato di avere uno zoccolo duro, mi è scesa una pace nel corpo che non ti so descrivere.
  10. Quali sono i tuoi futuri progetti musicali o cosa possiamo aspettarci da Romina Falconi nel prossimo futuro?
    Nel prossimo futuro c’è l’unico concerto invernale farò: il 5 gennaio a Milano in Santeria. Il palco è il posto che preferisco in assoluto! E poi c’è Rottincuore: questo album è il viaggio più bello e faticoso che abbia mai fatto.

Ti ringrazio molto!