TAOMA ci presenta il suo nuovo singolo “Anche Così”

  1. Ciao TAOMA, quando ti immergi nel processo creativo per un singolo come “Anche Così”, quali sono le emozioni e i pensieri che ti guidano? Come riesci a trasformarli in un’esperienza sonora autentica e profonda per gli ascoltatori?
    Ciao a voi! Il mio processo creativo non è assolutamente razionale, ma più istintivo. Per me si basa tutto su questa sensazione di “friccicore” che in romano sarebbe un po’ come fanno le bollicine di un buono champagne o un fuocherello che sta nascendo. Quando mi esce fuori un’idea che mi fa sentire cosí allora so che la devo seguire e assecondare, più la seguo più si amplifica, diventa calore, e infine luce piena. Non penso tanto a cosa serva al brano, ne’ a quello che servirebbe dire, piuttosto cerco di sperimentare finchè non trovo qualcosa che mi da questo feeling e quando succede lo seguo come un a falena segue una luce. È come se ci fosse un premio o una sopresa alla fine di quel sentiero, e quando ci arrivi per la prima volta hai quella sensazione che solo gli esploratori possono davvero capire. Mi affido al cammino
  2. Parli di accettazione e libertà personale nel tuo lavoro. In un mondo che spesso impone standard e aspettative, qual è stata la tua più grande lotta personale per abbracciare completamente te stesso e la tua arte? E come questa lotta si riflette nella tua musica?
    È vero che viviamo una lotta continua, anche perchè facciamo un lavoro che dipende totalmente da noi, se una mattina non ti senti forte abbastanza per prendere il timone rischi di perdere la rotta e naufragare insieme a tutto l’equipaggio. Questo vale un po’ per tutti ma ancora di più per chi ha scelto di essere capo di se stesso, che sia nell’arte o in qualsiasi altro ambito lavorativo. La mia più grande lotta è rimanere autentico e non cedere a questa convenzione di mantenere una facciata da artista sempre carico e motivato. Vorrei che fosse normale anche avere delle giornate no, ma molta gente vede la musica come intrattenimento, quindi come distrazione e questo purtroppo porta gli artisti a doversi ritrarre sempre come se fossero sulla cresta dell’onda, quando spesso in realtà ci si sente travolti da essa. Nella mia musica cerco di essere sempre aperto e sincero, perché credo che il futuro dell’umanità sia un mondo dove esporre la propria fragilità sia riconosciuto come un atto di grande forza e non il contrario.
  3. Esplorare la bellezza, la fragilità e la forza attraverso la musica richiede una profonda introspezione. Qual è stata la scoperta più sorprendente che hai fatto su te stesso durante questo processo di esplorazione emotiva e creativa?
    Ho scoperto che esprimendo le mie verità personali con la musica posso superare ogni tipo di ostacolo. Posso vincere le paure, accettare le sconfitte, scoprire dove hanno origine alcuni traumi, perdonare il passato ma anche mandare educatamente a quel paese chi se lo sarebbe meritato. È una terapia vera e propria.
  4. Il tuo background familiare legato all’arte può aver agito da catalizzatore per la tua espressione artistica. Tuttavia, esistono anche delle sfide nel coltivare la tua voce unica all’interno di questo contesto? Se sì, quali sono queste sfide e come le hai superate?
    In realtà non mi sono mai sentito intimorito dal contesto in cui sono cresciuto, ne’ tantomeno in competizione con chi ne ha fatto parte. Ne sono soltanto infinitamente grato per gli stimoli che mi ha dato e per avermi fatto sentire compreso anziché ostacolato nel mio percorso, che comunque va avanti da tutta una vita. È tutta legna che ho utilizzato per il mio camino, ora bisogna condividere il fuoco e scaldare chi ne sente il bisogno..
  5. Nella tua musica, trasmetti un forte senso di autenticità e vulnerabilità. Tuttavia, esporre i tuoi angoli più intimi può essere un atto di coraggio e vulnerabilità allo stesso tempo. Come bilanci l’apertura emotiva con la protezione della tua sfera privata?
    Non mi proteggo, mi apro e corro tutti i rischi. Faccio affidamento sulla mia profonda fede in questa luce che solo la verità sa emanare come nient’altro. Anche se gli altri a volte vogliono ferirti, questa luce che io sento dentro illumina tutti gli angoli più bui, spazza via le cattive intenzioni. Io mi concedo alla verità e alla vulnerabilità e sono proprio loro stesse a proteggermi. Poi ho comunque una serie di pratiche mie per riequilibrare mente e corpo, ad esempio il mare e il sole. Mi piace stare in mezzo al mare, che sia con la mia tavola da surf, una canoa, in barca o anche solo a nuoto, ma la sensazione di essere circondato dalla sua immensità mi aiuta a ridimensionare i miei problemi personali, quando torno a terra sono di nuovo centrato e pronto ad aprirmi. La natura è la mia chiesa e il mio tempio.
  6. Il processo di creazione musicale può essere sia estremamente personale che condiviso con il pubblico. Qual è il momento più intenso o commovente che hai vissuto grazie alla reazione di un fan o di un ascoltatore alla tua musica?
    Nel mio piccolo ho avuto la fortuna di viverne tanti, ed ho molti aneddoti da raccontare. Però niente mi emoziona come quando mio padre si mette a piangere quando faccio una performance potente. Ne abbiamo passate tante io e lui, quei momenti sono pieni di significato per entrambi e quando capitano devo sforzarmi per non esplodere a mia volta.
  7. Parli di sperimentazione con generi come soul e R&B. Questi generi spesso toccano le corde più profonde dell’anima umana. In che modo cerchi di trasmettere autenticamente quelle emozioni universali attraverso la tua musica?
    Secondo me lo strumento più potente del soul è il coro. Succede qualcosa alla gente quando sentono più voci insieme che cantano in completa armonia, sblocca delle sensazioni ancestrali che a mia volta sto cercando di capire. Mi piace inserire sempre interventi vocali nei miei brani, quindi posso dire che la voce in generale sia il modo più efficace per trasmettere delle emozioni a chi ascolta.
  8. Oltre a essere un mezzo di espressione artistica, la musica può essere un veicolo per la guarigione e la trasformazione personale. Hai mai sperimentato un cambiamento profondo nella tua vita grazie alla tua musica? Se sì, in che modo questo si riflette nel tuo lavoro?
    La musica è la mia principale fonte di espressione personale, mi ha portato a scoprirmi e quindi a riconoscere parti di me che necessitavano di essere ascoltate, amate e talvolta lasciate andare libere cosí da poter mutare, quindi crescere. Cambio continuamente grazie alla musica, spesso una giornata che inizia male può diventare piena di vita grazie al semplice ascolto. Sono cresciuto molto grazie alla musica in generale e la mia musica è il risultato di quella crescita costante, infinita. La mia capacità di comunicare con gli altri, la mia fiducia in me stesso, anche solo il modo in cui riesco ad esprimere un’idea, sono tutte doti che ho coltivato grazie alla musica che da sempre fa parte della mia vita.
  9. Nella tua ricerca della verità e della bellezza attraverso la musica, quali sono le domande più profonde o le riflessioni che ti guidano? E hai mai trovato delle risposte soddisfacenti o sei sempre alla ricerca di nuove prospettive?
    Le riflessioni che mi spinge a fare la mia musica sono in continuo mutamento, le domande portano risposte soddisfacenti solo fino alla prossima domanda, ma poi bisogna muoversi e trovarne di nuove. Che cosa posso fare con questa vita che mi è stata data? Fino a dove posso arrivare? Perché viviamo emozioni cosí intense da farci scrivere delle parole affiancate a dei suoni? Perché abbiamo cosí tanto bisogno di riconoscere noi stessi negli altri? Quanto tempo abbiamo per scoprire tutto questo mondo dentro e fuori? Siamo delle scimmie molto intelligenti e sensibili, forse ci sentiamo troppo piccoli e soli nel guardare fuori, quindi ci viene più naturale guardarci dentro.
  10. Infine, come immagini il futuro del tuo percorso artistico? E quali sono i messaggi più profondi e duraturi che spera di trasmettere al mondo attraverso la tua musica?
    Come tutti i musicisti che sognano di vivere di musica immagino un percorso che mi porti a far emozionare ed emozionarmi sempre con quello che riesco a creare. Sogno di conoscere sempre artisti veri, con cui arricchirsi a vicenda. Quello che vorrei trasmettere al mondo è di prendere la vita in mano e avere il coraggio di essere se stessi, perché abbiamo una sola vita con questo volto, questi occhi e questa voce. Ogni percorso è diverso, io ho ricevuto tanto dalla vita e ne sono talmente grato che sogno di poter dare tutto indietro 100 volte tanto. La musica è potente, il mondo sa essere ostile, se con qualche nota e due parole posso far sentire qualcuno compreso, infondergli fiducia o anche solo strappargli mezzo sorriso, la trovo una vita ben spesa! Poi chissà, del doman non v’è certezza. Cavalco le onde man mano che la vita me le manda, cercando di fare sempre del mio meglio, per me la cosa più importante è essere presente al 100% in ogni momento, godermi il percorso ogni giorno per poi arrivare in fondo e poter dire: “Cazzo che figata! Facciamo un altro giro