Carlo Vannini ci presenta il nuovo singolo “A Tammurriata D’ ‘A Munnezza”

  • Benvenuto, Carlo! Come stai e come stai vivendo l’uscita del tuo nuovo singolo?

Sono abbastanza tranquillo. In questo momento tutto ciò che inizia, per me, è già un traguardo. 

  • A Tammurriata D’ ‘A Munnezza” sembra affrontare tematiche profonde legate all’amore per Napoli e alle sfide quotidiane. Qual è stata l’ispirazione principale dietro questo brano e cosa desideri che gli ascoltatori traggano da esso?

Si esatto, il brano racconta della mia storia d’amore con Napoli. Credo che in ogni storia d’amore arrivi il momento in cui l’incanto lascia il posto ad una verità nuda, fatta di quotidianità e di complicazioni; ed è proprio di questo che parla “’A Tammurriata d’’a munnezza”. Non è stato semplice parlare di Napoli perché sembra che sia già stata detta ogni cosa, ma ho deciso di provarci perché ho capito che raccontare di me significa inevitabilmente parlare della città che mi ha cresciuto e che mi ha formato. 

  • Nel videoclip di “A Tammurriata D’ ‘A Munnezza” hai scelto di rappresentare frammenti di vita quotidiana e di esperienze personali. Qual è il messaggio emotivo che hai voluto comunicare attraverso queste immagini?

Per la realizzazione del video abbiamo voluto rappresentare le varie facce di questa città attraverso un susseguirsi di volti. L’obiettivo emotivo è quello di stimolare la capacità di riconoscersi in qualcun altro, in quello che è altro da noi. Ogni persona si porta appresso e negli occhi la propria storia, a volte con disinvoltura, altre come se sapesse di non avere scelta. Alla base c’è l’idea che le sconfitte, i traguardi e i desideri si somigliano tutti, e che forse guardando a lungo negli occhi di qualcuno possiamo ritrovare noi stessi.

  • Come hai affrontato il processo creativo di scrivere e comporre il tuo primo EP “Punto e accapo”? Quali temi e storie hai voluto esplorare in questo progetto musicale?

Il progetto Punto e accapo raccoglie tutti i brani che ho scritto e riscritto negli ultimi dieci anni. Ed è la sintesi di tutte le mie esperienze artistiche vissute in 35 anni di vita. Uso tanto il linguaggio jazz, che proviene dal mio percorso di studi al Conservatorio di San Pietro a Majella, quanto i codici teatrali che provengono dalle mie esperienze all’Accademia d’Arte Drammatica del Teatro Bellini e i tanti anni al Nuovo Teatro Sanità.

Non decido a tavolino i temi o le storie da raccontare, spesso nascono da semplici osservazioni camminando per strada, passando poi per dei confronti, discussioni, con la mia compagna. Da queste, con l’arricchimento di nuove domande e prospettive, provo a strutturarne un racconto, quasi come fosse un piccolo atto unico. 

  • Essendo anche insegnante di canto e pianoforte, come riesci a bilanciare la tua carriera artistica con l’impegno nell’insegnamento? In che modo l’insegnamento influisce sulla tua creatività musicale?

I due percorsi sono paralleli e ognuno arricchisce inevitabilmente l’altro. Amo insegnare, tanto quanto stare su un palco. E credo che le due cose abbiano molto in comune. Sicuramente nel mio approccio verso un allievo, c’è l’amore che ho per la musica o per il canto. Allo stesso modo, nel pubblico che mi ascolta c’è tutta l’umanità e le sensibilità che ricevo da ogni mio allievo, adulto o bambino che sia.

  • Hai parlato della tua formazione teatrale. In che modo l’esperienza nel teatro ha plasmato il tuo approccio alla musica e alla performance live?

Oltre a pensare, come già detto prima, una canzone come mini atto unico teatrale, sicuramente ho una visione teatrale anche per quanto riguarda le performances live. In teatro, come in musica, regna il concetto di Compagnia Teatrale. L’unione fa la forza. Tutti insieme. Dal musicista al tecnico audio, dal direttore di palco al tecnico luci. Se tutti insieme riusciamo a remare nella stessa direzione, è inevitabile che il pubblico navighi insieme a noi, affrontando tempeste o splendidi tramonti all’orizzonte. Ecco che tutto diventa autentico, naturale, dall’imprevisto alla commozione.

  • Quali sono le tue fonti di ispirazione principali quando componi musica e scrivi testi? Ci sono artisti o opere che ti hanno particolarmente influenzato nel corso della tua carriera?

E’ inevitabile. Credo che se scrivi in napoletano e hai una chitarra in mano, non puoi non avere Pino Daniele nelle tue vene. Le sue rivoluzioni, dalla sintesi del suo linguaggio, a quelle musicali, usando gli strumenti della tradizione con strutture musicali afro-americane, credo siano i fattori che abbiano influenzato di più il mio piccolo mondo artistico. 

  • Guardando al futuro, quali sono gli obiettivi che desideri raggiungere con la tua musica e la tua arte nel prossimo anno?

Il mio sogno, indipendentemente dal fatto che possa raggiungerlo entro un anno, è ascoltare un gruppo di persone cantare una mia canzone. 

  • Hai lavorato con diverse persone e realtà nel mondo della musica e del teatro. Qual è stata la collaborazione più stimolante o significativa che hai avuto finora e perché?

Indubbiamente lavorare in modo costante per quasi dieci anni con il drammaturgo e regista Mario Gelardi, che mi ha dato modo di riflettere e conoscere il linguaggio teatrale, e la collaborazione con il Maestro Claudio Mattone, che mi ha dato fin da giovane la possibilità di calcare i palchi più importanti d’Italia con il musical “C’era una volta…Scugnizzi”, ha influenzato molto il mio modo di fare musica.

Al di là di tutto però credo che la mia compagna sia, e non per ragioni puramente sentimentali, la collaborazione più stimolante e significativa che ho avuto nel mio piccolo percorso cantautorale. Ha creduto in me da subito, prima di tutti, e si è soffermata con delicatezza sulle mie storie, curandole, confrontandosi con me, aiutandomi a evolverle con nuove domande e riflessioni. È grazie a questi confronti se ho più voglia di prima di scrivere nuove storie.

  • Oltre alla tua carriera artistica, quali sono le passioni o gli interessi che ti mantengono motivato e ispirato nella vita di tutti i giorni?

Come già detto prima, la mia vita da insegnante, con il continuo studio sul canto, sul pianoforte, sulla composizione, sull’arrangiamento, mi regala nuove scoperte per le mie canzoni ogni giorno.

  • Infine, organizzerai presto dei concerti nel nostro territorio?

Si, e spero di poter annunciare presto delle date. Intanto se volete tenervi aggiornati, potete seguirmi sui miei profili social.