Gaia Morelli ci presenta il disco “La natura delle cose”


1. Benvenuta, Gaia! “La Natura Delle Cose” è il tuo primo album da solista che verrà rilasciato il 12 aprile. Potresti condividere con noi l’ispirazione dietro questo album e cosa possiamo aspettarci dal suo contenuto?

L’ispirazione dietro questo album arriva sicuramente dalla trasformazione che ho vissuto in questi ultimi due anni, cambiando abitazione e vivendo questo passaggio in modo intenso.

Questo ha plasmato molto la mia concezione di musica e in questo lavoro si può notare.

Troverete arrangiamenti non convenzionali, grande utilizzo di strumenti acustici e trasparenza nei testi.

2. Hai descritto “La Natura Delle Cose” come un album che tratta l’accettazione di sé e l’importanza di non farsi schiacciare dalla logica del risultato. Come queste tematiche si riflettono nella tua musica e quali messaggi sperate che trasmetta al pubblico?

Durante il processo di scrittura ho realizzato che il mio desiderio era di analizzare quel periodo di passaggio e sottolineare ciò che mi aveva portato fin lì. In contemporanea, ho ritrovato il piacere del vero senso di fare musica, con le persone. È apparsa quindi naturale la necessità di perseguire una strada che fosse opposta alla logica del risultato e della perfomance, rigettandoli.

Il messaggio che spero di trasmettere con questi brani è di destrutturare le sensazioni che si provano, accoglierle e accettarle, togliendo tutti gli strati superflui.

3. La tua scrittura è stata descritta come autentica e ricercata, con capacità di dipingere immagini vivide. Qual è il tuo processo creativo quando si tratta di scrivere canzoni e quali sono le tue fonti di ispirazione?

Per questo disco il processo creativo è stato davvero naturale ed è diventata un’esigenza. Tuttavia, penso che questo tipo di percorso debba avere anche una parte più razionale di allenamento creativo, combinandosi con la pura ispirazione.

Nella scrittura di canzoni mi piace andare per immagini combinate: insieme alla musica possono creare scenari inaspettati.

4. “La Natura Delle Cose” è stato scritto, composto e arrangiato da te, insieme a Cali Low, e ha visto la partecipazione di altri musicisti come Enrico Gabrielli. Come è stata la tua esperienza di collaborazione e come hai lavorato insieme per creare l’atmosfera e il suono dell’album?

Il processo di registrazione del disco è stato un passaggio cruciale perché abbiamo cristallizzato le scelte stilistiche in ottica strumentale. Ha visto coinvolte varie persone, ovviamente Lillo (Cali Low), con il quale ho arrangiato e prodotto i brani nella loro totalità, che in seguito abbiamo registrato insieme a Tommaso (tastierista) nella sua casa in campagna. Abbiamo poi coinvolto Claudio (batterista) in una parte di registrazioni, mentre il brano “Sento Gli Angeli” ha visto la partecipazione di Enrico Gabrielli. Con Enrico ci siamo inizialmente conosciuti davanti a un caffè e in seguito ci siamo trovati per registrare il clarinetto basso, che ha impreziosito il brano. È stato un vero privilegio lavorare con lui.

Tutto il disco è stato registrato la scorsa estate ed è stato un viaggio di grande crescita e amore per la musica suonata insieme.

5. Hai menzionato che l’album è stato registrato in una casa in provincia di Torino, circondato da una comunità creativa. In che modo questo ambiente ha influenzato la tua musica e quali sono stati i momenti più significativi durante il processo di registrazione?

L’ambiente ha dato un’impronta reale al disco che, se non avessimo registrato lì, sono sicura non avrebbe avuto questa energia.

Abbiamo deciso di sfruttare il naturale riverbero delle stanze, con l’utilizzo di diversi microfoni. Dal principio il nostro obiettivo è stato quello togliere, anziché aggiungere. Sfruttare bene le poche, ma preziose, risorse.

L’intera esperienza è stata significativa.

6. “Fine” è la prima traccia dell’album. Potresti condividere con noi la storia e l’ispirazione dietro questa canzone?

Era un sabato pomeriggio e mi trovavo in casa, dove generalmente scrivo le canzoni.

Sono solita non vivere bene questo momento della settimana e ho deciso di descrivere quelle sensazioni in modo concreto, ricercando una forma di accettazione.

Nel brano ripeto, all’interno di una frase, il titolo del disco, che avevo già citato tempo prima nel brano “Tutto Il Bene”.

Più tardi questo brano ha iniziato ad acquisire un significato più ampio, ho realizzato che potesse essere il filo rosso per collegare tutte le tracce, quindi ho deciso di utilizzarlo come titolo del disco.

7. “Acqua” sembra avere un’atmosfera particolarmente evocativa. Qual è il processo creativo dietro questa traccia e quali emozioni speravi di evocare nel pubblico?

“Acqua” è uno dei primi brani scritti. Rievoca i ricordi di quando ero ragazzina e vagavo per le strade di periferia. Sono affezionata a questo brano perché il testo è legato all’adolescenza, come in “Ti Racconto”. Gli arrangiamenti, però, sono maturi e consapevoli e rispecchiano il modo in cui  mi vedo adesso.

Con questo brano spero di evocare nelle persone che lo ascoltano dei ricordi e la capacità di apprezzare le cose giuste e sbagliate che sono successe. Grazie a quelle probabilmente si trovano dove sono adesso.

8. “Siamo Stonati” riflette sulla consapevolezza del concetto di famiglia. Come hai trasformato questo concetto in musica e quali sfide hai incontrato durante il processo di composizione?

Il titolo arriva da una frase che ho letto anni fa su un’illustrazione che mi è rimasta impressa per molto tempo. Avevo deciso di scriverci qualcosa su, ma non mi aveva mai soddisfatto niente.

Lo scorso anno ho trovato le parole e i concetti giusti per onorare, in qualche modo, questo titolo. Mi ha ispirato moltissimo la parte strumentale con solo chitarra classica, dalla quale sono partita a scrivere.

Questo brano è diviso in due parti che inizialmente erano abbastanza sconnesse tra loro, ma volevo collegarle poiché trovavo che i due testi fossero correlati.

Penso quindi che la sfida in questo brano sia stata trovare un ponte sensato.

E secondo me ci siamo riusciti.

9. “Tutto Il Bene” presenta ritmi e metriche irregolari. Qual è stata l’ispirazione dietro questa scelta e quali emozioni intendevi trasmettere attraverso questa canzone?

Lo scorso anno ho approfondito le accordature aperte (oltre a essermi di nuovo innamorata della chitarra classica) e ho deciso di combinarle con l’utilizzo di metriche irregolari. Il risultato è stato molto soddisfacente.

Questo brano è dedicato all’amore. La scrittura è stata quasi un’analisi di questi anni passati insieme, tra difficoltà e realizzazioni personali.

Con questa canzone volevo trasmettere gratitudine e accettazione.

10. “Rumore” è stata la canzone che ha anticipato l’album. Qual è la storia dietro questa traccia e cosa speravi che i fan catturassero da essa?

“Rumore” è stato l’ultimo brano che ho scritto.

L’arrangiamento è arrivato in contemporanea con il testo in un flusso creativo naturale.

Si può considerare la celebrazione dei vari significati che racchiude questo disco.

Spero che le persone, ascoltandolo, possano percepire l’energia che si cela dietro.

11. Quali sono i tuoi piani futuri dopo il lancio di “La Natura Delle Cose”? Hai in programma dei tour o altri progetti musicali?

Dopo l’uscita del disco abbiamo in programma un tour estivo nei festival e poi autunnale nei club.

Sto già mettendo le mani in pasta in progetti futuri, ancora da realizzare nel concreto.

Intanto, trovo necessario prendersi il giusto tempo per metabolizzare questo primo lavoro e trovare i giusti stimoli per procedere con altre cose.

12. Infine, c’è qualche messaggio che vorresti condividere con i tuoi fan o con coloro che ascolteranno il tuo album per la prima volta?

Spero potrete apprezzare il lavoro che c’è stato dietro e ritrovarvi in qualche modo nelle immagini dei brani. Grazie in anticipo per l’ascolto. 🙂