Niclo ci presenta il singolo “Diluvio in testa”

1. Ciao Niclo, benvenuto! “Diluvio in testa” sembra esplorare temi di dolore e speranza. Puoi parlarci di come questi sentimenti personali hanno influenzato la scrittura di questo brano?

Questo brano è nato un po’ per caso, ero sdraiato sul divano mentre messaggiavo con la mia ex e ad un tratto mi è entrato un forte raggio di luce negli occhi, mi sono alzato e lo osservavo riflettere sul divano mentre pensavo a come chiudere con lei. Da quel momento mi sono seduto di fronte al pianoforte e ho scritto Diluvio In Testa.

2. La tua cifra stilistica utilizza l’oscurità come risorsa narrativa. In che modo questo approccio si riflette nella tua vita e nella tua arte?

Nell’ultimo periodo ho meditato molto, forse quest’oscurità caratterizza il mio aspetto interiore.

3. La canzone racconta la storia di una relazione tossica. Quali esperienze personali o osservazioni ti hanno ispirato a scrivere su questo tema?

Diluvio in testa è stata scritta prima di lasciare la mia ex, ho capito che bisogna amare con il cuore, non per abitudine.

4. Hai collaborato con Squarta & Gabbo per la produzione di “Diluvio in testa”. Come è stato lavorare con loro e quale impatto ha avuto sul suono finale del brano?

Ovviamente lavorare con due colossi del rap italiano fa un certo effetto, sicuramente grazie alla loro bravura ho avuto la carica giusta per far uscire un bel pezzo, la loro produzione rende il pezzo riconoscibile e originale.

5. Il video musicale (regia di Giulio Donato) ha un formato quadrato 1:1 per rappresentare una sensazione di chiusura. Come è nata questa idea e come pensi che contribuisca alla narrativa visiva della canzone?

Giulio è un regista fantastico, ha una gavetta importante nonostante la giovane età, appena mi ha inviato i pdf riguardanti le scene del video sono rimasto stupefatto perché ha azzeccato pienamente il senso del brano. 

6. La presenza di Greta Gasbarri nel video musicale aggiunge un elemento emotivo forte. Come è stata la collaborazione con lei e in che modo ha arricchito la rappresentazione visiva del brano?

Greta con la sua bravura da attrice è riuscita a cimentarsi nella storia della canzone, la sua presenza ha reso il videoclip molto più realistico e ha dato una sfumatura cinematografica.

7. Sei un artista molto giovane, ma la tua musica mostra una profondità notevole. Come pensi che la tua età e le tue esperienze di vita influenzino la tua creatività e il tuo processo compositivo?

Ascoltare, mi ha reso un ragazzo più profondo e responsabile, perché attraverso le esperienze altrui ho capito cosa scegliere nella mia vita.

8. Hai iniziato a scrivere canzoni a 12 anni. Puoi raccontarci di più su come è evoluto il tuo approccio alla musica e alla scrittura da allora?

Se dovessi farmi un’analisi di coscienza ti direi “per caso”, perché non è mai stato il mio piano A la musica prima dell’uscita di “Sognavo tanto”,  per me è sempre stato un gioco che mi fa stare bene. 

9. La musica è diventata un modo per esprimere te stesso e affrontare le sfide dell’adolescenza. Quali sono state le sfide più significative che hai superato grazie alla musica?

Grazie alla musica ho imparato ad esprimermi e a raccontare con più facilità quello che provo. 

10. Guardando al futuro, quali sono le tue aspirazioni artistiche e personali? Hai in mente altri progetti o collaborazioni che vorresti realizzare?

Vorrei fare tanto musica e far uscire più pezzi possibili, perché nel cassetto sono tanti e vogliono essere ascoltati